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Modena, protestano gli infermieri Ausl: "Se non curiamo bene i pazienti non è colpa nostra"

di Saverio Cioce
Modena, protestano gli infermieri Ausl: "Se non curiamo bene i pazienti non è colpa nostra"

Sindacati concordi: «Doppi turni e sostituzioni sono ormai la norma al Policlinico. Boom di straordinari e precari usati oltre ogni regola»

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MODENA. Turni notturni sino a due volte di fila e doppi turni tra notte e mattina o mattina e pomeriggio, senza interruzioni in corsia, correndo da un malato all’altro.

E poi ancora lavoratori precari con contratti rinnovati a tempo determinato e superprecari, che l’Ausl assume dalle agenzie interinali, che sono i più maltrattati, costretti a trasferirsi da un reparto all’altro per tappare i buchi delle assenze con la stessa facilità con cui i gommisti si spostano da una vettura all’altra.

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Sono questi alcuni dei motivi che hanno mosso ieri mattina un presidio di infermieri, senza divisioni di sigle sindacali, a presidiare per un paio d’ore l’entrata del palazzo dell’Ausl, con fischietti e bandiere sventolati sotto il portone. La ragione? «Siamo arrivati in fondo - spiega Alberto Scigliuzzo, segretario del Nursind - I continui pensionamenti uniti a una sostituzione con il contagocce del personale, giustificata formalmente dai vincoli di legge, hanno portato a condizioni di lavoro invivibili per i 3200 infermieri nelle nostre strutture pubbliche. Il fatto è che a furia di tagliare personale, e ancora tagliare anno dopo anno, siamo arrivati al minimo vitale, con un sovraccarico che mette a rischio anche la sicurezza dei pazienti. E la logica delle continue toppe, con i lavoratori interinali piuttosto che con gli straordinari mostra la corda. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto basti dire che nel 2015 siamo a 300 mila ore di lavoro extra. Non basta? Ecco un altro esempio. La prima cosa che viene chiesta a un infermiere quando entra in organico è la conoscenza e la pratica con i protocolli di reparto, che sono variabili a seconda delle specialità, il primo di questi è la diluizione dei farmaci. Bene, questi colleghi assunti in via temporanea come fanno a conoscerli se devono saltare da un reparto all’altro? Quelli assunti da più tempo e con più esperienza sono chiamati a fare da tutori perchè non è stato disposto neppure l’affiancamento. Ma si può?»

«I conti sono presto fatti - gli fa eco Cosimo Gallo (Uil Fpl) - l’anno scorso la spesa per gli straordinari è stata tra 1,4 milioni e il milione e mezzo oltre a quello che era stato preventivato a bilancio, altri 2,2 milioni circa. E poi ci sono gli straordinari non pagati, quelli che vengono accumulati giorno dopo giorno, segnati sulle presenze ma non retribuiti. E quando si possono recuperare?»

«A Carpi - si affianca un collega - quasi ogni infermiere ha 30, 40 giorni da recuperare. È inevitabile quando non ci sono assunzioni e si passa da una sostituzione all’altra anche solo per fare le ferie. I turni non quadrano mai e allora per coprire i vuoti si raddoppia il lavoro per chi c’è».

«Oggi nell’Ausl ci sono 300 mila ore di straordinario che corrispondono a 200 assunzioni a tempo pieno - argomenta Patrizia Di Cosimo (Cisl Sanità) - Anche se per obbligo di legge si rinnova solo il 25% di chi se ne va è evidente che questa logica porta alla distruzione della sanità pubblica. Ci sono misure alternative, fondi da utilizzare? E come? Nel 2015 il turnover sarà di 178 unità, di cui 128 tra infermieri, ostetriche, tecnici della prevenzione, di laboratorio e di radiologia, operatori socio-sanitari, educatori e personale amministrativo. Si badi bene, a giorni entra in vigore la normativa europea che obbliga le strutture sanitarie a garantire le 11 ore di riposo ai sanitari tra un turno e l’altro. Per Modena questo sarebbe un miraggio: come pensa la dirigenza dell’Ausl di realizzare tutto questo?»

In questo marasma i conflitti si acuiscono. La mancanza di personale è talmente pesante che i cinque megadirigenti arrivati da fuori Modena a supporto della dirigenza Ausl e appena assunti vengono visti con il fumo negli occhi. «I supercompensi per nuovi dirigenti saltano fuori - protestano i dipendenti Ausl - quelli per gli infermieri no. Come possiamo garantire la salute ai cittadini?»

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