Tristan und Isolde, successo al Pavarotti di Modena
L'allestimento dell'Opera di Stato di Norimberga messo in scena da Monique Wagemakers ha riscosso lunghi applausi e acclamazioni
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MODENA. La stagione lirica del Teatro Comunale 'Luciano Pavarotti' di Modena ha presentato il "Tristan und Isolde" di Richard Wagner, nell'allestimento dell'Opera di Stato di Norimberga messo in scena da Monique Wagemakers: un grande successo grazie soprattutto all'ottimo cast, tutto di madrelingua, sottolineato da lunghi applausi e acclamazioni.
Uno spettacolo solido, senza clamori ma anche senza particolari sbavature: tenuta e saldezza dell'insieme i punti forti. Accanto al Tristano di Vincent Wolfsteiner e all'Isotta di Claudia Iten (due dei principali interpreti wagneriani) fieri, vibranti e anche appassionati, sono stati per i coprotagonisti ad apparire più in forma e a ricevere i consensi maggiori: il commovente Re Marke del basso Alexey Birkus e la Branganda, vocalmente tagliente e decisa, di Roswitha Christina Muller. L'enorme massa orchestrale wagneriana è stata 'domata' dal giovane direttore Marcus Bosch, che ha guidato l'Orchestra Regione dell'Emilia-Romagna in maniera chiara e analitica nei lunghi falsipiani lirici del canto, facendo emergere le voci con la massima evidenza (grazie anche alla straordinaria acustica del Comunale), ma pronto a scatenare le impennate dell'orchestra e del coro, quest'ultimo, presente solo nel primo atto, istruito da Stefano Col.
L'allestimento era volutamente minimale e con pochi movimenti (in "Tristano e Isotta", in realtà, non succede molto) anche se non sono mancate felici intuizioni come il rotolarsi dei due innamorati sull'erba nell'impetuoso incontro all'inizio del secondo atto.
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