Vigili, la maggioranza resta critica
Vignola avrà una pattuglia autonoma ma “se non funziona usciamo dall’Unione”
VIGNOLA. Si è svolto martedì sera l’atteso consiglio comunale aperto, volto a spiegare la posizione di Vignola rispetto alla vicenda della mancata uscita dal Corpo Unico di polizia municipale, prima annunciata e poi ritirata. Presenti quasi tutti i consiglieri, di fronte a una quarantina di cittadini accorsi per comprendere la delicata situazione che ha tenuto sul filo del rasoio la città.
La scelta di rimanere nel Corpo Unico, appoggiando di fatto il progetto di riorganizzazione del comandante Fabio Venturelli (che Vignola, appunto, non voleva) è stata possibile grazie all’approvazione, da parte della Giunta dell’Unione, di un allegato speciale redatto appositamente per Vignola, che va a completare la delibera sulla riorganizzazione dei vigili, precedentemente approvata dai sindaci Pd. Il risultato è che Vignola aderisce al Corpo Unico a patto di avere un distaccamento di 6-7 vigili dal “pattuglione” (cioè il nucleo operativo di 13 agenti creato da Venturelli, ndr) sotto il coordinamento del vicecomandante Tiziano Roncaglia, che riporterà direttamente all’amministrazione di Vignola, avendo la gestione operativa degli agenti sulla città e Spilamberto.
L’operato di Venturelli sarà monitorato trimestralmente per verificare l’andamento e il rispetto dei punti del progetto. Per aumentare la sicurezza sull’area vignolese saranno istituiti i vigili di quartiere, che coinvolgeranno anche cittadini volontari nel presidio continuo del territorio; saranno inoltre sperimentate telecamere “intelligenti” per controllare gli esercizi commerciali del centro.
Il consiglio si è svolto nel generale consenso della maggioranza, che ha appoggiato le decisioni del sindaco, sebbene alcune liste sostenessero una svolta più radicale.
«Non eravamo d’accordo - dice Roberta Amidei di “Vignola Per Tutti” - noi saremmo usciti dal Corpo Unico e avevamo previsto un progetto con costi sostenibili. I nuovi presupposti comunque hanno dei lati positivi, vedremo se sul campo ci sarà questa presenza e se conquisteremo veramente la sicurezza della città: se i risultati non saranno soddisfacenti si valuterà l’uscita».
La decisione della Giunta è stata fortemente influenzata dall’impossibilità, decretata dai tecnici, di valutare le conseguenze di una uscita dal Corpo Unico: la divisione di competenze, tra strumenti e personale era indecifrabile, soprattutto in un momento storico determinato dal patto di stabilità e dal blocco delle assunzioni dei dipendenti pubblici.
«Con la forte riduzione dei carabinieri, è necessaria una polizia municipale presente su tutto il territorio - ha sostenuto soddisfatto Giancarlo Gasparini (Pd) - Non servono polemiche, serve sicurezza: le verifiche sono elementi imprescindibili in qualsiasi lavoro a contatto col pubblico». Nadia Piseddu di M5S ha posto l’accento sulla partecipazione consiliare alla decisione: «Se ci fossimo seduti al tavolo delle trattative avremmo chiesto molto di più, ma non è stato così; i volontari non possono sostituire l’organico per legge e ricordiamo al sindaco che ha il dovere di attenersi alle decisioni della maggioranza».
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