Chiedi un cocktail e vedi volare bottiglie e shaker
A Modena una scuola per baristi acrobatici con tanto di palestra per gli allenamenti
MODENA. Non solo barman, ma atleti del cocktail. Sono i professionisti che studiano alla scuola Flair Inside di via Nicolò Biondo, a Modena, e che fanno volteggiare in aria bicchieri e bottiglie, unendo alle abilità acrobatiche, conseguite dopo tanto esercizio fisico, la capacità di fare “bere bene” chi sta di fronte a loro.
Flair Inside nasce dalla passione di due bartender. Il Flair è la tecnica che consente di abbinare alla preparazione dei cocktail, un’esibizione spettacolare. «La scuola esiste da cinque anni, dopo tanti anni di studio e voglia di insegnare agli altri, - spiega Emanuele Bignardi, alla guida di Flair Inside – e, siccome anche i locali tengono in alta considerazione la qualità del bere, abbiamo deciso di aprire una vera e propria scuola di American bar, i cui partecipanti hanno dai 18 ai 30 anni e a volte sono anche più grandi: capita, infatti, che vengano titolari di locali che vogliono provare ad innovarsi proponendo l’aperitivo o l’American bar alla sera. In questo contesto, il Flair dà spettacolarità al nostro lavoro. E la maggioranza dei ragazzi che conclude i nostri corsi trova lavoro grazie anche al fatto che il corso è completamente pratico. In più, i primi due ragazzi con i voti più alti possono essere presi per 10 giorni lavorativi in qualche locale di Modena nostro associato. Un’esperienza durante la quale imparano a relazionarsi con il pubblico. La possibilità di imparare il Flair è aperta a tutti: ci sono persone che non sapevano fare nulla e che sono diventate bravissime. Per saperlo fare un minimo di capacità e di coordinazione ci deve essere, ma ci si può lavorare su anche se non si è particolarmente predisposti».
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Il Flair è un connubio tra preparazione fisica e psicologica. «La parola chiave per riuscire è una sola: allenamento, tanto, sempre e comunque. Questo con un obiettivo ben chiaro, che può essere quello agonistico, del partecipare a gare, e in questo caso l’allenamento deve variare dalle 4 alle 5 ore al giorno. Se, invece, si punta all’intrattenimento con il pubblico durante il servizio di lavoro, basta anche un’ora al giorno. La prima cosa che mostriamo durante la prima lezione è l’utilizzo dell’attrezzo più usato: lo shaker. Si impara a maneggiarlo e a fare i primi lanci sia con la mano destra sia sinistra. Questo, dopo un buon riscaldamento. Proprio come quando si va in palestra: in questo caso si esercitano i muscoli coinvolti dal Flair. Spalle e braccia, schiena e gambe vengono preparati in almeno mezz’ora di riscaldamento. E noi siamo l’unica scuola della provincia ad avere, presso la nostra sede, una palestra per barman con pedane di gomma per terra, bottiglie, shaker, sia per American bar sia per il Flair. E i ragazzi possono venire a qualsiasi ora, tutti i giorni, ad allenarsi per la lezione successiva». conclude Emanuele.
All’interno della scuola, da qualche mese è stato aperto un locale: il Twenty One. Entrando ci si immerge nella raffinatezza degli anni Venti, dove a fare da cornice è la musica jazz. Per un viaggio fuori dal tempo.
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