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L’assassino: «Ho esitato pensando a mia madre»

L’assassino: «Ho esitato pensando a mia madre»

Castelfranco. Constantin Grumeza risponde alle domande del pm Di Benedetto «A quella donna io ho dato soltanto un pugno, credevo fosse la badante»

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CASTELFRANCO. Rifiuta di essere considerato un assassino anche se sa che quanto accaduto a Renazzo potrebbe segnargli definitivamente la vita se l’accusa di omicidio volontario in concorso non sarà modificata. Constantin Grumeza, il 22enne che ha partecipato al pestaggio di Cloe Govoni, morta in ospedale, e della nuora, è stato di nuovo interrogato dal magistrato Filippo Di Benedetto. Affiancato dall’avvocato Lorenzo Muracchini, che ha anche depositato un’istanza affinché i familiari del ragazzo possano andare a trovarlo in carcere, Grumeza ha ribadito la ricostruzione dei fatti. Ha spiegato che il giorno precedente erano andati a Renazzo, con Leonard Veissel, a bordo della vistosa Audi A6: una strategia - pensavano - per depistare le indagini. Volevano essere notati per crearsi un alibi visto che l’indomani, in via Larga, sono arrivati con la Ford Escort del cognato, auto “pulita” in cui però gli investigatori hanno trovato alcuni vestiti sporchi di sangue, segno della mattanza. Il resto dell’abbigliamento era nelle loro abitazioni. Ma Grumeza ha anche ricostruito i frangenti del violento pestaggio, indicando il compare come l’unico picchiatore. Lui avrebbe sferrato solo un pugno a Maria Humeniuc, la nuora, mentre cercava di rialzarsi. «Sono entrato per secondo, ho esitato a colpire, credevo che la donna più giovane fosse la badante - ha sostanzialmente confessato - e in quel momento ho pensato a mia madre, che fa lo stesso lavoro. Come si sarebbe sentita se due sconosciuti fossero entrati nella casa dove presta servizio?». Eppure, mentre le due donne erano pressoché inermi, i due banditi hanno provveduto a razziare la casa. Lunedì si terrà l’autopsia sul corpo di Cloe Govoni e il magistrato potrebbe poi chiedere il giudizio immediato per i romeni. In tal caso Grumeza è intenzionato a proporre il rito abbreviato per scongiurare il carcere a vita.

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