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La centrale turbogas di Carpi è arrivata al capolinea

di Stefano Luppi
La centrale turbogas di Carpi è arrivata al capolinea

Dopo la chiusura del 2013, Enel ha deciso di dismettere l’impianto di Fossoli. Il futuro è ancora incerto: «Lo valuteremo confrontandoci con le istituzioni»

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CARPI. L’Enel ha deciso di dismettere definitivamente la centrale turbogas di Fossoli, impianto di ben 76mila metri quadrati, che da inizio 2013 ha cessato ogni attività di produzione energetica. Si apre insomma la fase nella quale la principale azienda elettrica d’Italia dovrà decidere come trasformare l’ampia area di sua proprietà.

«Abbiamo deciso di dismettere - spiegano i vertici Enel - in tutta Italia 23 centrali vista la riduzione dei consumi, lo sviluppo delle energie rinnovabili e l’evoluzione tecnologica in atto. Di alcune, come quelle di Porto Marghera e di Alessandria, abbiamo già deciso che fare. Su altre, compresa quella di Carpi, decideremo dopo esserci confrontati con le istituzioni locali».

Del resto sul tema, qualche tempo fa, l’assessore all’Ambiente Simone Tosi era intervenuto annunciando l’imminente novità e ora il Comune avrà la possibilità di partecipare alla scelta della prossima destinazione d’uso dello spazio Enel. Ci sarà un bando pubblico? È prematuro dirlo, ma è certo è che sui lati est e ovest della centrale al momento sono presenti aree della rete “Natura 2000”, destinate dall’Unione Europea alla conservazione della diversità biologica e alla tutela delle specie animali e vegetali.

Dal gennaio 2013 le due unità della centrale da 91 mega watt l’una, alimentate a metano, non producono energia; negli anni precedenti, tra l’altro, le ore erano calate sensibilmente: nel 2012 erano 16 in totale, nel 2011 110 e l’anno precedente 71.

L’impianto turbogas è però importante. La struttura nacque dopo una autorizzazione fornita dal ministero dell’Industria nel 1978 ed è entrata in esercizio alla fine del 1980 producendo energia elettrica fino al 1999 contribuendo al soddisfacimento del fabbisogno di energia su scala nazionale. Dal 2000 l’impianto cessò di produrre energia e venne posto in “assetto di lunga conservazione”, secondo la terminologia tecnica. Ma nel 2003 si manifestò un alto bisogno di energia elettrica, soprattutto durante l’estate ed Enel riattivò la centrale di Fossoli in un periodo di grande richiesta anche per fare fronte a eventuali emergenze. La riconversione delle centrali elettriche dell’ex monopolista di Stato è oggi un tema di particolare attualità, in un momento in cui in Italia le energie rinnovabili coprono il 45% dell’energia consumata dalla popolazione. Le scelte da compiersi sul territorio di Enel saranno dunque importanti, anche se differenti da caso a caso e potrebbe accadere quel che avvenne a Londra dove l’ex centrale elettrica è oggi sede della Tate Modern, uno dei principali musei d’arte contemporanea del mondo. Cosa accadrà alla turbogas ancora non si sa, ma di certo non verrà mai più attivata.

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