«La mia vita da emigrante per diventare un calciatore»
Mattia Giornali, attualmente gioca come attaccante del Modena F.C., categoria Allievi 1999. Mattia è un ragazzo di appena sedici anni che già da anni è nelle file dei canarini e che ha scelto di...
Mattia Giornali, attualmente gioca come attaccante del Modena F.C., categoria Allievi 1999. Mattia è un ragazzo di appena sedici anni che già da anni è nelle file dei canarini e che ha scelto di trasferirsi da Cesena a Modena per inseguire il suo sogno. A Modena Mattia studia anche, frequentando la Terza C del Liceo Sigonio.
Come ti trovi nel Modena e a Modena?
«Sono tre anni che gioco nel Modena e gli anni scorsi sono stati difficili poiché dovevo spostarmi spesso da Cesena a Modena, ma quest’anno d’accordo con la mia famiglia ho deciso, insieme ad altri due miei compagni di trasferirmi qui per allenarmi e studiare meglio. È stato solo difficile abituarmi a una vita più di città con il traffico ecc.. che non c'è a Cesena che è una città più di campagna».
Come l'ha presa e come sta vivendo la tua famiglia il fatto che sei a Modena?
«La mia famiglia mi aiuta e mi supporta, ma è un dare e ricevere poiché loro fanno dei sacrifici per me e io li faccio per loro, perché credo che diventare poi un giocatore mi aiuti a dare onore alla mia famiglia e che sia un premio per ciò che fanno, poi si è difficile essere lontano da amici e parenti».
Come è la vita di uno studente che gioca nel Modena? Il suo futuro?
«Io faccio quatto allenamenti alla settimana e mi ritaglio sempre il tempo per studiare perché dicono tutti che comunque vada bisogna avere altre prospettive, il calcio è la mia passione e sto cercando di coltivarla».
Come è vivere da solo a 16 anni?
«Mi sono abituato alla distanza da casa gli anni precedenti, però quest'anno vivendo da solo devo anche occuparmi di faccende domestiche e non lo vedo come un peso, ma più come un opportunità per crescere che molti non hanno».
Molto interessante la prospettiva di Mattia perché lui ha fatto una scelta che in pochi hanno il coraggio di fare, perché lui non segue solo i propri sogni, ma li ha messi davanti a tutto, è difficilissimo scommettere su noi stessi, ma forse se lo facessimo di più saremmo magari più felici ed arricchiremmo l'Italia più di sognatori e di fuoriclasse che di macchine brave in classe.
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