S. Agostino: «Ora salviamo quel progetto»
Iadarola (Ingegneri riuniti): «C’è amarezza e preoccupazione, non perdiamo questa occasione»
"Amarezza" e preoccupazione, ma anche fiducia nelle istituzioni coinvolte e impegno ad eliminare sempre più il degrado sono i sentimenti che in queste ore successive alla sentenza del Tar che blocca il restauro del Sant'Agostino prova Giuseppe Iadarola, presidente di "Ingegneri Riuniti" di Modena. La sua società è responsabile del gruppo di progettazione dell'ex ospedale settecentesco, oggi vuoto e malandato, sul quale il Tar ha riscontrato errori di autorizzazione da parte del Ministero per i beni culturali e il tentativo di costruzione "illegittima" secondo le attuali normative urbanistiche comunali.
«Come membro del gruppo di progettazione dell'opera - spiega l'ingegner Iadarola- sono molto amareggiato dalla sentenza del Tar dell'Emilia Romagna che comunque mi sembra accolga il ricorso di Italia Nostra solamente su aspetti formali e procedimentali, annullando gli atti relativi alle autorizzazioni rilasciate dalla Direzione Regionale e dal Comune. Sono sicuro che le istituzioni, in coordinamento con i nuovi vertici della Fondazione Cassa di Risparmio, sapranno trovare la giusta strada per giungere alla realizzazione dell'opera, strada per altro già indicata anche nella sentenza stessa». Il presidente della società di progettazione tenta anche di uscire dal suo ruolo: «Come cittadino di Modena - dice - provo disappunto perché ancora una volta sono gli aspetti formali, e non quelli di sostanza, a vincere queste battaglie legali davanti ai tribunali amministrativi. Se era necessario abbiamo ancora una volta la conferma di come il partito dell'immobilismo e della conservazione totale abbia avuto il sopravvento sullo sviluppo sociale e sulla riqualificazione dei luoghi». Infine un augurio: «Mi auguro che con l'impegno delle amministrazioni e degli addetti ai lavori interessati Modena non perda un'altra occasione per rinnovarsi e per trasformare contenitori destinati al degrado e all'abbandono in luoghi pulsanti e di aggregazione civile e culturale». Insomma il tema del Sant'Agostino continua a fare discutere non solo perché siamo davanti a un'opera che può portare grande sviluppo alla città attraverso una "riforma" del sistema culturale cittadino.
Il Comune ora sembra aver ha preso una decisione definitiva tra il ricorso al Consiglio di Stato contro la recente sentenza del Tribunale amministrativo e il cambiamento della disciplina urbanistica per poter costruire come vuole il Tar. Si lavorarerà sulla variante che permetterà di salvare il progetto di Gae Aulenti. Ed è quello che si augura chi come Iadarola ritiene che sia un’occasione irrinunciabile
Stefano Luppi
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