Nasce a Modena il Centro emergenza infarti
Modena, da lunedì all'ospedale di Baggiovara operativa l’unità cardiologica punto di arrivo per i casi urgenti della provincia
MODENA Infarto acuto, da lunedì il riferimento diventerà Baggiovara. Otto cardiologi saranno impiegati nel laboratorio unico del Nuovo Ospedale S.Agostino-Estense. La struttura sarà il punto d’arrivo per i mezzi del 118 provenienti da Modena e provincia.
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«Ci sono mediamente 450 - 500 casi d’infarto acuto del miocardio all’anno - ha riconosciuto il dottor Stefano Tondi, direttore di Cardiologia nella struttura di via Giardini - sinora le due sedi (includendo il Policlinico) hanno ben lavorato. Con la collaborazione dei professionisti in un’unica sede ci potrà essere un ulteriore miglioramento dei servizi per i pazienti. Inizieremo con l’emodinamica, poi andremo avanti».
Qualche progetto futuro?
«L’uniformazione dell’emodinamica a livello di cardiopatia strutturale - ha risposto il dottor Tondi - ma anche condividere la gestione degli specializzandi sarà uno stimolo per progredire negli studi e nella ricerca».
Andrà avanti il percorso di riorganizzazione degli ospedali cittadini.
«Abbiamo già fatto un passo con Urologia - ha riconosciuto il dottor Gianbattista Spagnoli, direttore sanitario dell’Azienda unità sanitaria locale di Modena - questa unificazione ne rappresenta un altro. Il servizio di urgenza sarà incrementato gradualmente nei prossimi quattro mesi. Il Policlinico non smetterà tuttavia la sua attività programmata di emodinamica. È evidente che, se ci dovesse essere un’urgenza interna in via Campi, è molto probabile che si faccia qualcosa al Policlinico. Tenere aperte due strutture d’urgenza in attesa di eventi sarebbe comunque uno spreco».
«Ottimizziamo le risorse - ha condiviso il dottor Luca Sircana, direttore sanitario del Policlinico - e l’integrazione tra le due equipe permetterà di sviluppare nuove tecniche e nuove metodiche». Tra gli esperti della nuova equipe c’è il dottor Rosario Rossi. «Saremo sempre più uniti - ha garantito il responsabile del reparto di Emodinamica in via Campi - e ci alterneremo con le reperibilità per rendere un servizio migliore ai pazienti». «Può essere la base di partenza per futuri sviluppi - ha ripreso il dottor Giuseppe Boriani, direttore del reparto di Cardiologia al Policlinico - a esempio nel campo dell’elettrofisiologia. Partirà anche una campagna sui casi in cui allertare il 118». Una procedura che può fare la differenza tra la vita e la morte. Per l’infarto acuto del miocardio, infatti, più veloce è l’intervento, maggiori le possibilità di sopravvivenza. I medici agiscono con una tecnica chiamata angioplastica: un catetere a forma di palloncino dilata i vasi ostruiti, permettendo il normale flusso sanguigno. A Modena il tempo medio dal primo contatto all’intervento è di 58 minuti. La mortalità, a livello provinciale, s’attesta intorno al 6%. In prevalenza sono più colpiti gli uomini dai 60 ai 70 anni.
«È importante che il progetto abbia visto la partecipazione dei professionisti dell’intera rete provinciale - ha concluso l’assessore alla Sanità, Giuliana Urbelli - e garantisca la qualificazione dei percorsi delle emergenze cardiologiche».
Gabriele Farina
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