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IN ARRIVO LA SENTENZA

«No ai Test Invalsi» E ricorre al giudice

«No ai Test Invalsi» E ricorre al giudice

A tre anni dal ricorso si dovrebbe avere il primo pronunciamento della magistratura modenese su un ricorso per i test Invalsi, quelli che secondo il Ministero dell’Istruzione dovrebbero misurare la...

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A tre anni dal ricorso si dovrebbe avere il primo pronunciamento della magistratura modenese su un ricorso per i test Invalsi, quelli che secondo il Ministero dell’Istruzione dovrebbero misurare la preparazione degli studenti secondo parametri comuni a tutti.

Una valutazione che negli anni passati, a partire dal 2010, ha creato sconcerto e profonde divisioni nelle scuole italiane, con scioperi e manifestazioni. A Modena una docente di scuola media, Sabina Piccinini, all’epoca docente alle medie Guinizzelli di Castelfranco, ha presentato un ricorso al giudice del lavoro assieme alla Flc Cgil.

Dopo aver espresso le sue riserve alla dirigente ha comunque aderito all’ordine di effettuare le prove Invalsi, distribuendo e ritirando i test e poi consegnandoli a chi di competenza. Ma la sua posizione l’ha messa all’indice, come sottolinea il sindacato di base, il Cub.

«Finalmente, dopo tre anni di attesa, martedì prossimo 17 novembre alla sezione Lavoro del Tribunale di Modena dovrebbe arrivare la sentenza del processo all’Invalsi. Una docente modenese, Sabina Piccinini sostenuta dalla Flc-Cgil, ricorre contro il Ministero dell’Istruzione ed i suoi “test a crocette”. Una scelta coraggiosa la sua, pagata con fior di sanzioni e sospensioni.

Eppure la docente ha voluto semplicemente seguire sino in fondo e con coerenza la posizione del proprio sindacato, somministrando i test per poi ricorrere contro l’obbligatorietà degli stessi».

Ma cosa chiedeva in buona sostanza la docente? Come specificato nell’esposto presentato al giudice del lavoro rivendicava il diritto a valutare gli studenti sulla base del lavoro fatto, con strumenti e metodi gollaudati da sempre nella scuola italiana.

I test invece, arrivati dal ministero, cancellavano questa autonomia che trova la sua radice nell’articolo 33 della Costituzione, quello che sancisce appunto l’autonomia dell’insegnamento.

«Il ricorso contro le prove Invalsi rappresenta un appello forte alla libertà di insegnamento, mai così in discussione come in questi tempi di “Buona Scuola” - conclude nella sua presa di posizione il Cub - La scelta e la correzione dei compiti in classe è infatti una delle più alte espressioni della libertà d’insegnamento e della discrezionalità della quale è investito ogni docente che deve poter operare nel rispetto dei ritmi di apprendimento e della personalità di ogni singolo ragazzo.

Il sindacato CUB di Modena esprime la solidarietà a Sabina Piccini, fa appello a tutti i sindacati a sostenere questa battaglia contro l'Invalsi, che ha aperto la strada al preside-sceriffo. La scuola di Renzi- Giannini è una pessima scuola».

Resta da capire come mai sul capo della docente siano piovuti richiami disciplinari dopo la sua opposizione all’Invalsi e mai prima in tanti anni d’insegnamento.

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