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«Ricostruzione, siamo arrivati a metà strada»

di Felicia Buonomo
«Ricostruzione, siamo arrivati a metà strada»

L’Ordine degli ingegneri e la facoltà dell’Università hanno fatto il punto Interventi sul 45% delle abitazioni, 60% delle imprese e 50% dei beni culturali

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Siamo a metà strada, il 50% delle strutture sono state ricostruite, ma considerando che di strada da percorrere ancora ce n'è, è necessario pensare a come farlo e meglio. Da qui l'apporto dei tecnici, che oggi si concentrano sull'acciaio, quale materiale in grado di attenuare gli effetti del terremoto su edifici non sismo-resistenti. A fare il punto l'ordine degli ingegneri della provincia di Modena che, insieme al dipartimento di ingegneria Enzo Ferrari dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, ha organizzato un convegno su “Progettazione ed adeguamento di strutture in zona sismica”. A tre anni dal terremoto che ha colpito la Bassa il primo sguardo – in un convegno di natura tecnica – si è posato sulla dimensione della ricostruzione, cercando di capire a che punto si è arrivati per quanto riguarda tutti gli edifici colpiti: dalle abitazioni private ai luoghi di interesse artistico-culturale. Gli ingegneri si dicono soddisfatti perché in “soli” tre anni si è percorsa metà della strada. «Siamo al 45% per quanto riguarda gli immobili – spiega Antonio Marcello Tarantino, promotore dell'iniziativa, che si è tenuta al Tecnopolo di Modena – una percentuale più alta invece per quanto riguarda imprese e capannoni. Si parla di un 60% degli investimenti a favore delle imprese. Mentre per i beni culturali e monumentali siamo a circa il 50%, la metà. Credo che si possa dire che tutta sta procedendo bene. È stato più volte evidenziato che siamo a metà strada, non ci sono stati incidenti di percorso, né scandali, tutto procede in modo regolare, meglio – credo si possa dire – di quanto accaduto in altre parti d'Italia».Oggi, dunque, che al traguardo manca ancora metà del tempo, come pensare di ricostruire o adeguare gli edifici che al terremoto non potrebbero reggere? La risposta che forniscono gli ingegneri è l'acciaio. «Il terremoto – prosegue Tarantino – lo scuotimento sismico, viene schematizzato come forze orizzontali. Si tratta di assorbire, contrastare queste forze orizzontali, per cui si possono utilizzare diverse tecnologie. Se un fabbricato non è stato costruito in modo da reggere un terremoto, non può fronteggiare queste azioni orizzontali. Ma con alcuni accorgimenti si può rendere un fabbricato, che non lo era, sismo-resistente». Le soluzioni sono tante e innovative. Tra queste quella di «costruire – aggiunge il professor Tarantino – strutture reticolari in acciaio, che svolgono anche un'azione dissipativa. L'energia trasmessa dal terremoto, che produce lo choc del fabbricato, viene smorzata da questi dissipatori».

A proposito di ricostruzione stamattina a Mirandola all’auditorium “Montalcini” convegno sul rilancio del territorio con esperti e docenti universitari.

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