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giorgio storchi

«Adesso è calato il grande coprifuoco ma reagiremo»

«È come essere calati in un grande coprifuoco, solo che non è notte. Siamo alla luce del giorno, un sabato mattina spettrale. Qui è il deserto: mi affaccio alla finestra e vedo qualche auto che passa,...

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«È come essere calati in un grande coprifuoco, solo che non è notte. Siamo alla luce del giorno, un sabato mattina spettrale. Qui è il deserto: mi affaccio alla finestra e vedo qualche auto che passa, a distanza i minuti da un passaggio all’altro».

«D’altra parte è tutto chiuso. È scattato il piano d’emergenza: i mercati rionali o di quartiere, come quello da noi al lunedì, sono saltati, le scuole sono chiuse, così i supermercati. Ci hanno detto di stare in casa e quasi tutti, almeno ora, obbediscono. È davvero una dimensione da post ko».

Giorgio Storchi, 46 anni, dopo tanti anni passati dietro al banco del Caffè Italia in viale Reiter, ora è artista pittore a tempo pieno e divide tempi e spazi tra Modena, la Grecia e soprattutto Parigi, dove da anni ha una sistemazione e dove realizza il suo percorso artistico, con numerose esposizioni ed iniziative.

Ieri mattina, raggiunto telefonicamente, sottolinea subito come la notte del terrore sia ben diversa da quella dell’attentato alla rivista.

«Qui si è voluto colpire Parigi, la vita occidentale - afferma - Il quartieri preso di mira è il cuore vivace e giovane della città, pieno di locali, di ristoranti, di punti di ritrovo, c’è fermento, c’è musica, c’è cultura. Tanto al X quanto all’XI Arrondissement: sono posti conosciuti da tutti».

Aggiunge Storchi: «Chi sta qui o anche un turista facilmente può dire “io ci sono stato, ci sono passato”, ci si riconosce in quei posti, in quelle atmosfere. Ero a Parigi anche in occasione dell’altro attentato. Ma questo, ripeto, è diverso».

Racconta: «Non ho udito spari perchè dove abito io si trova nella parte sud di Parigi, a Mont Rouge. Anzi, a dire la verità è stata una mia amica modenese che, preoccupata, mi ha mandato un messaggio. Allora mi sono “connesso”, ho acceso tutto e ho capito cosa stava accadendo. Il messaggio del presidente, i piani di sicurezza: l’atmosfera è pesante, si sente subito. Ma sicuramente ci saranno subito delle manifestazioni, la gente inizierà a radunarsi nelle piazze per ricominciare, per far vincere la vita, per non piegarsi. È stato così anche l’altra volta quando era stato colpito un obiettivo preciso, sarà così a maggior ragione ora che siamo stati tutti colpiti». (s.to)

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