Gazzetta di Modena

Modena

OLIVIA CORSINI

«Colpita la mia zona Vogliono uccidere la gioia di vivere»

«Mi trovavo a Montpellier per la prima del nuovo spettacolo della nostra compagnia di teatro, sono rimasta molto colpita sapendo delle azioni dei terroristi. Abito accanto all'XI Arrondissement e...

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«Mi trovavo a Montpellier per la prima del nuovo spettacolo della nostra compagnia di teatro, sono rimasta molto colpita sapendo delle azioni dei terroristi. Abito accanto all'XI Arrondissement e conosco bene i ristoranti colpiti, in uno ho anche cenato poco tempo fa con amici. È un colpo terribile a una città viva e gioiosa, nella quale la gente esce ancora di sera per stare insieme e godere della felicità».

Olivia Corsini, modenese, è una conosciuta attrice di teatro e da molti anni abita a Parigi.

Da qualche mese non lavora più al Théâtre du Soleil e con sei altri attori sta mettendo in scena una nuova opera che ha appunto debuttato nel sud della Francia, molto lontano dalla zona degli attentati.

«Sto tornando a Parigi adesso - racconta in treno mentre la contattiamo al telefono - ho saputo cosa succedeva solo un po' alla volta quando lo spettacolo era finito. Sono rimasta molto colpita, è terribile, terribile», ripete scandendo le parole.

«Quando scenderò dal treno alla Gare Du Lyon mi aspetto di trovare una città deserta. Anche io andrò a casa subito dove mi aspettano mio marito e mia figlia».

Olivia però non si arrende alla paura: «Stasera mi troverò con amici, ceneremo insieme. Noi vogliamo stare insieme perché è quello adesso che ci sentiamo di fare».

Olivia abita nel XIX Arrondissement, accanto all'XI, il cuore degli attentati.

«Sono due distretti di gente normale, artisti, cosiddetti “BoBo”, gente di sinistra che ama la vita, l'ironia e il divertimento. I terroristi hanno voluto colpirci per questi motivi».

Olivia sottolinea come proprio questo, secondo lei, è stato il vero obiettivo di chi ha sparato all'impazzata su cittadini indifesi. «Hanno scelto il venerdì sera, i ristoranti, i locali, il teatro, il concerto rock. Volevano colpire il simbolo della gioia di vivere che attraversa questa città, la voglia di uscire, stare insieme che ha la gente, il suo modo un po’ scapigliato e divertito di passare la sera».

E adesso? «Difficile dare una risposta. Avevo in programma un film ma è stato annullato. Tutti gli spettacoli sono stati annullati. La gente resta a casa e così anche noi abbiamo pensato di invitare gli amici a casa. Poi non so cosa succederà...», conclude. (c.g.)

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