Litiga col collega, gli pianta un cacciavite nella nuca: rischia la paralisi
Ad avere la peggio un quarantenne residente a Sassuolo. L’episodio è accaduto in un capannone di Sant’Antonino nel Reggiano
SASSUOLO. Un cacciavite ficcato in testa durante una lite, un danno neurologico grave. E ora un 40enne di origini marocchine residente a Sassuolo, Adil Derbajar, rischia di rimanere paralizzato alle gambe. Potrebbe avere conseguenze devastanti il litigio avvenuto ieri mattina in un capannone della Mega Service di via Canale a Sant’Antonino, nel Reggiano, che ha visto protagonisti due operai della società cooperativa che si occupa di lavori di meccanica generale.
I fatti. Un 50enne residente a Casalgrande, Hafnaoui, anche lui nato in Marocco, e un 40enne di Sassuolo si sono messi a discutere per un’incomprensione sull’uso degli utensili. Non era la prima tensione fra i due e le vecchie ruggini hanno acceso ulteriormente gli animi. Il 50enne, in uno scatto di rabbia, mentre il connazionale cercava di fuggire verso un altro capannone, lo ha inseguito e colpito alla testa con il cacciavite che aveva in mano, piantandoglielo nella nuca. Gli operai che si trovavano al capannone hanno chiamato il 118 e cercato di soccorrere il 40enne.
I soccorsi. A Sant’Antonino sono arrivati il personale medico e i carabinieri della stazione di Casalgrande. Il 40enne è stato portato all’ospedale di Baggiovara di Modena, è in rianimazione. Il cacciavite è penetrato nella nuca in una zona delicatissima, da dove partono i fasci nervosi che comandano i movimenti di tutto il corpo. Il timore dei dottori è quello di una paralisi definitiva agli arti inferiori dovuta al danno neurologico causato dal colpo e dal cacciavite. La speranza è quella di riuscire a recuperare almeno parzialmente la funzionalità neurologica e di conseguenza l’uso delle gambe, ma per ora non vi sono certezze al riguardo.
I motivi. La situazione è al limite dell’assurdo, figlia di un litigio lavorativo, per quanto acceso, e di un normale attrezzo che tutti hanno a disposizione. Nel momento di rabbia l’assalitore ha agito senza pensare alle conseguenze del colpo sferrato. Ora il 50enne è in carcere a Reggio Emilia. I carabinieri si sono fatti raccontare l’accaduto e hanno subito fermato l’uomo, portandolo in caserma per formalizzare l’arresto con l’accusa di lesioni gravissime e poi condurlo alla prigione reggiana, dove rimarrà in attesa dell’udienza di convalida.
Le reazioni. All’interno dell’azienda, l’aria è desolata. Gli altri addetti sono basiti, letteralmente, nessuno poteva aspettarsi che una lite davanti a un bancone, come tante altre avvenute in passato, potesse avere conseguenze simili, con un uomo a rischio paralisi e l’altro di fronte a un’accusa pesantissima.
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