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Nasce GustaMente, il primo tortellino che non ha glutine

di Alessandra P. De Luca
Nasce GustaMente, il primo tortellino che non ha glutine

Taste Italy è la nuova realtà di Antonio Montanini che ora esporta in tutto il mondo un prodotto unico

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«Dopo qualche anno di funerali industriali, finalmente celebriamo un battesimo»: così il modenese Antonio Montanini, ai vertici di Taste Italy, l'azienda agro-alimentare con sede a Modena nata da una sua idea circa un anno fa. La società ha presentato ieri a RiminiFiere il nuovo brand GustaMente, in occasione del Gluten Free Expo 2015 .

«Siamo una start-up a carattere innovativo e tecnologicamente avanzato - spiega Montanini - abbiamo partecipato a un bando regionale vincendo su cento e passa competitori, e abbiamo riconvertito al gluten-free uno storico pastificio di Budrio, così da metterne a frutto il know-how e realizzare una produzione alimentare unica al mondo».

Il marchio GustaMente nasce da questo: recuperare archeologie industriali per non disperderne il patrimonio di tradizione culinaria e manifatturiera, offrendo una risposta concreta alle nuove esigenze alimentari. «È importante - spiega Montanini, imprenditore di prima generazione già candidato sindaco alle ultime amministrative con la lista civica Cambiamodena - valorizzare il nostro patrimonio tenendo gli occhi aperti sui nuovi scenari di consumo». «È in crescita - continua - una logica salutistica in merito al cibo, che si tratti di alimenti senza glutine o più in generale senza allergeni o conservanti: la nuova frontiera è la nutraceutica, l'unione tra gastronomia e farmacia volta a fornire sostanze specifiche attraverso alimenti funzionali». Ricette della tradizione italiana, in particolare emiliano-romagnola, interpretate in chiave salutistica: un’esigenza di cui si sente parlare tanto spesso da chiedersi se si tratti di una moda. «Mangiare salutistico è quasi un paradosso, - commenta Montanini - in teoria nessun cibo dovrebbe danneggiare l'organismo: quello che sta avvenendo è un passaggio dal cibo solamente nutritivo a quello funzionale, volto cioè a fornire elementi specifici, come il calcio per un ragazzo in crescita o determinate proteine per uno sportivo». Il cibo come un vettore, insomma. «Per questo, il nostro brand si rivolge a chi desidera mangiare in modo più leggero o digeribile, o semplicemente prodotti privi di allergeni», spiega Montanini. Complice l'aumento della celiachia? «Il glutine non è un veleno - risponde Montanini - come molti giornali ci fanno credere: semplicemente, oggi le farine contengono molto più glutine». «Questo significa - continua - che se prima il glutine creava fastidi di media entità al celiaco e nessuno a chi non lo era, adesso il celiaco rischia di stare molto male e una fetta di popolazione può essere definibile gluten-sensitive». Bisognerebbe ricominciare a produrre farine che contengano una minore quantità di glutine, ma a quanto pare la produzione sarebbe molto meno conveniente: «il glutine è fortemente funzionale all'industria», spiega Montanini.

Centotredici anni dopo la prima presentazione del tortellino all'estero, avvenuta all’Expo di San Francisco nel 1902, oggi Modena presenta il primo tortellino senza glutine: «L'altra grande novità - spiega Montanini - è che il nostro tortellino è conservabile a temperatura ambiente». Un vantaggio per i celiaci, che acquistano prevalentemente in farmacia, solo in pochissimi casi fornita di frigorifero. «Inoltre - continua Montanini - questo ci permette di esportare i nostri prodotti: il 50% del nostro mercato è americano, il 25% europeo e il 25% italiano». Perché questa scelta? A quanto pare, l'onda salutistica è ancora tutta americana: il fenomeno si spiega da sè.

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