Carpi in piazza dice no «alla barbarie»
Davanti al municipio presidio con i sindaci delle Terre d’Argine, associazioni islamiche, consulta per l’integrazione e diocesi
CARPI. «Noi non ci facciamo sconfiggere dalla paura e combatteremo il terrorismo, insieme». Questo il messaggio che ieri sera centinaia di persone hanno voluto gridare forte e chiaro davanti al Municipio. I quattro sindaci dell’Unione Terre d’Argine, insieme a Ousmane Cisse della consulta per l’integrazione, all’associazione islamica Minhaj ul-Quran, e a tanti, tantissimi, musulmani soprattutto di origine pakistana si sono ritrovati davanti a Palazzo Scacchetti per esprimere una ferma condanna davanti agli atti barbarici commessi venerdì a Parigi. Erano rappresentate quasi tutte le forze politiche, davanti al palco su cui hanno parlato, oltre alle autorità, diverse rappresentanze del mondo islamico. «Siamo insieme, per sconfiggere la paura e per esprimere la nostra vicinanza al Popolo Francese» ha detto il sindaco di Carpi e presidente delle Terre d’argine, Alberto Bellelli. I rappresentanti della comunità islamica di Carpi hanno aggiunto: «noi non abbiamo a che fare con queste bestie, noi dobbiamo combatterle» mostrando dal palco un libro che documenta la posizione degli appartenenti alla comunità contraria al terrorismo. Anche la Diocesi si è espressa con un messaggio, letto davanti al Comune da parte del diacono Stefano Croci, che invita a percorrere la strada della mitezza per combattere il terrorismo. «Questi atti vili e codardi esigono il totale, espresso e fattivo disprezzo da parte di ogni uomo e donna “di buona volontà” - dice il messaggio riprendendo un brano del Vangelo - perché chi li ha compiuti è al di fuori della storia civile e si relega da sé nella barbarie. I terroristi sono uomini e donne che appartengono a organizzazioni che hanno scelto la strada della morte. E in quanto realtà storica determinata, possono essere sconfitte attraverso azioni a ciò determinate. Gesù proclama la beatitudine per i miti perché essi “erediteranno la terra”. La strada della mitezza è quella che continueremo a percorrere perché rappresenta il desiderio di ogni uomo e donna di “buona volontà”. Non può essere accettata nessuna ambiguità nel condannare questi atti. E non sarà sufficiente la condanna a parole. È giunto il tempo di isolare chiunque abbia una posizione ambigua rispetto a coloro che seminano il terrore. I miti sono coloro che hanno scelto la strada della democrazia e non quella del terrorismo, la strada del dialogo costruttivo e non quella della violenza distruttiva, la strada del confronto pacifico aperto e non quella dello scontro brutale e selvaggio, incapace di esprimere alcunché se non il proprio devastante nulla» ha chiarito la Diocesi di Carpi concludendo il messaggio con un’esortazione a camminare nel cristianesimo senza il quale «noi perdiamo le qualità, le virtù, gli stessi fondamenti di quelle libertà e di quei diritti su cui si fondano i nostri stati liberali». È seguito un minuto di silenzio in memoria delle vittime in Francia.
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