Golden Boys: a scuola dal campione Hernan Crespo
Il grande cannoniere argentino, ora tecnico del Modena in serie B, racconta ai giovani calciatori come ha costruito la propria carriera e le regole da seguire
MODENA. Ragazzi di Golden Boys, volete sapere come si diventa grandi bomber o top player? Lo abbiamo chiesto per voi a Hernan Crespo, l’allenatore del Modena, terzo cannoniere di sempre del calcio argentino dopo Batistuta e Messi e davanti a Maradona. Ha giocato nel River Plate, nel Parma, nella Lazio, nel Chelsea, nel Milan, nell’Inter e nel Genoa. Ha segnato 308 gol e vanta 64 presenze nell’Argentina con 35 reti. Ha vinto tre scudetti in patria, uno in Inghilterra, tre in Italia, 5 Supercoppe italiane, una Coppa Uefa e una Coppa Libertadores. Abbastanza grande? Diciamo di sì.
«Per arrivare a certi livelli - racconta Crespo - ci vuole il talento. Ma il talento, ragazzi, va allenato. Rispetto alla mia generazione oggi c’è un problema: troppe distrazioni come il computer, l’ipad, lo smartphone, la playstation e Facebook. Io sono nato e cresciuto in Argentina e da giovane avevo sempre il pallone tra i piedi. Giocavo anche in casa. Mi inventavo una porta e mi divertivo a fare gol con le palline da tennis. Se non avevo quelle me le costruivo di carta, oppure arrotolavo le calze. E via, sempre a cercare di far gol. Ci passavo ore, ma intanto stavo allenando la tecnica, la destrezza, la mia coordinazione e l’elasticità imparando a conoscere il mio corpo. E quando andavo a fare allenamento era tutto più facile.
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Il calcio è sudore e sacrificio: i previlegi arrivano dopo, te li devi costruire allenandoti duramente. E fate attenzione al messaggio sbagliato che, purtroppo, oggi vi arriva e di cui è facile innamorarsi: il facile privilegio senza fare fatica. Non è così, dietro a un grande calciatore c’è sempre un atleta che ha lavorato tanto: io ho fatto così. Non abbiate paura: curate la tecnica, sforzatevi di conoscere il vostro corpo, fate riposare un po’ pc e telefonini e allenatevi come facevo io con le palline o le calze. È semplice, costa poco e aiuta. Puoi avere tutto il talento che vuoi, ma se non lo alleni finisci presto e vai a fare altri mestieri. Oppure rimarrai sulle copertine dei giornali per aver mostrato i muscoli senza avere mai vinto niente o aiutato la tua squadra a farlo. Devi essere preparato per poter salire su un’opportunità».
«Un ruolo importantissimo, soprattutto nell’era attuale - prosegue Hernan Crespo che prima di diventare tecnico del Modena in serie B ha allenato le giovanili del Parma - lo rivestono i tecnici dei settori giovanili. Che debbono curare tanto la formazione tecnica e meno la tattica, aiutando i ragazzi a trovare armonia fisica e a crescere come uomini. Lascino perdere il risultato, non conta tra i giovani. L’allenatore di un settore giovanile deve essere preparato, studiare ed aggiornarsi in continuazione. Non deve pensare alla partita, ma a far crescere i propri atleti. E alle società mi permetto di dire: meglio spendere i pochi soldi che si hanno per un allenatore bravo evitando la cultura di scegliere l’amico dell’amico perchè lo fa gratis. Fare il calciatore, non è facile, aiutarlo a crescere è altrettanto difficile e importante. E se l’allenatore di una squadra Allievi non vince il campionato, ma ha aiutato qualche ragazzo a giocarsi la sua opportunità ha svolto bene il proprio lavoro».
@PaoloVp305
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