Le terme fanno certificare le acque
La Salvarola ha presentato la documentazione per garantirne la qualità
Le Terme di Salvarola fanno certificare le loro acque minerali, per garantirne la tutela qualitativa. Il procedimento è stato avviato su richiesta della concessionaria (Terme di Salvarola appunto) e la documentazion, che non è poca ed è molto complessa, è stata inoltrata alla Provincia, ente competente , che ha avviato il procedimento.
La concessione delle acque termali alle Terme di Salvarola da parte della Provincia ha raggiunto i venti anni di durata nel 2014 e da quel momento è risultato possibile inoltrare la richiesta, che da un lato certifica e tutela le acque della Salvarola, dall'altra pone agli stessi concessionari una serie di vincoli e adempimenti non indifferenti, sia ora, nell'istruzione della pratica, che in futuro. Dal punto di vista qualitativo e del blasone però, la acque minerali certificate, siano esse da imbottigliamento o per usi terapeutici, guadagnano indubbiamente in termini di prestigio dalla tutela qualitativa una volta ricevuta. Le acque della Salvarola vengono utilizzate da tempi antichissimi e ovviamente sono nella disponibilità delle Terme da ben più dei vent'anni di concessione provinciale, che rappresentano solo l'ultimo tipo di inquadramento normativo.
La documentazione inviata per il riconoscimento contiene cartine, stratigrafie, mappe idrogeologiche e una dettagliatissima relazione sulle caratteristiche territoriali, sia dal punto di vista morfologico che storico. Si evidenzia per esempio il terreno argillloso soggetto a intenso dilavamento e si sottolinea anche la presenza di salse e fanghi che hanno indubbiamente un'influenza sulle acque della Salvarola, che, uscite da quattro diversi pozzi, hanno queste caratteristiche: acqua salsobromojodica, ipertonica e a basso contenuto di calcio; acqua sulfureo sodica e sulfureo calcica, ricca, assieme all’idrogeno solfato, anche di anidride carbonica e di bicarbonato di sodio; acqua solfo bicarbonato magnesiaca della fonte “Alfonsina” con notevole presenza di ioni bicarbonato, calcio e magnesio. Per queste acque sono stati effettuati numerosi diversi test e analisi comparative secondo metodi differenti, in modo da certificarne la qualità. Sono stati esaminati i 4 pozzi da cui vengono captate le acque: si chiamano “Nasi”, il più antico, che venne scavato a mano; “Salsobromoiodico”, recuperato con un intervento nel 2009; “Alfonsina”, in prossimità della discoteca delle Terme, che nel 2008 a causa di un errore nella gestione degli scarichi del locale necessitò di una seria opera di ripristino; e infine “Uffici”, pozzo dedicato alla mescita.
Ora se la documentazione sarà sufficiente, se entro un periodo stabilito non arriveranno osservazioni, in novanta giorni la certificazione delle acque di Salvarola sarà completata. Comporterà anche impegni, come l'istituzione di zone di rispetto intorno ai pozzi.
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