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Caseifici, ne sono rimasti solo due

di Federico Covili
Caseifici, ne sono rimasti solo due

Allarme della Coldiretti per le continue chiusure a Zocca, Guiglia e Montese

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ZOCCA. «La situazione di crisi legata al latte e al mondo caseario non riguarda soltanto le grandi realtà della pianura ma si fa sentire con forza anche in montagna». La denuncia arriva da Giuseppe Scorzoni, responsabile della Coldiretti per i comuni di Zocca, Guiglia e Montese. Anche se la produzione di latte in questi territori è finalizzata soprattutto alla produzione del Parmigiano Reggiano, gli effetti indiretti del calo del prezzo si fanno sentire comunque. E si fanno sentire in una situazione produttiva non certo fragile. «Soltanto negli ultimi anni - spiega Scorzoni - nella nostra zona hanno chiuso 7/8 caseifici e in tutto il comune di Zocca oggi ne sono rimasti soltanto due». Una crisi che dunque si prolunga da molto tempo e che si è ulteriormente acuita nei mesi scorsi, dopo la decisione delle autorità di bloccare i commerci con la Russia, fino a quel momento grande importatore di Parmigiano Reggiano. «Il Parmigiano - continua Scorzoni - oggi costa 7.80 euro al kg, lo stesso prezzo di dieci anni fa. Ma nel frattempo sono inevitabilmente lievitati i costi di produzione, portandoci a una situazione difficilmente sostenibile. Se un litro di latte costa al produttore 41 centesimi e ne ricava appena 43/44 cent, è chiaro che il guadagno non c'è. Per permettere un profitto accettabile, gli allevatori dovrebbero vendere il Parmigiano ad almeno a 9.5 euro al kg, cifra al momento assolutamente fuori mercato». Cosa fare per uscire da questa situazione? «La prima strada che stiamo percorrendo è quella di farci sentire dalle autorità politiche in Italia e in Europa, affinché prendano gli opportuni provvedimenti. E, in questo senso, dobbiamo segnalare l'attenzione del ministro per le Politiche Agricole Martina. Il secondo aspetto è quello di sensibilizzare i consumatori e renderli più consapevoli. Per questo organizziamo sit-in davanti ai supermercati e cerchiamo il più possibile di informare. Gli acquirenti spesso non sanno cosa comprano e si fanno distrarre dal prezzo. Ma acquistare un formaggio italiano o comprare un simil-grana prodotto all'estero con latte in polvere, sono due cose molto diverse, sia per il sapore che per il benessere. In Italia ci sono leggi molto severe che fanno aumentare i costi ma garantiscono la qualità. E il consumatore ha quantomeno il diritto di essere informato».

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