Caser, buco colossale Verso la liquidazione
Il destino di chi vive negli alloggi Caser continua ad essere molto incerto. La cooperativa per la casa e servizi nata nel 2014 dalla fusione di C.C. Ca. Se. ed altre tredici società versa infatti in...
Il destino di chi vive negli alloggi Caser continua ad essere molto incerto. La cooperativa per la casa e servizi nata nel 2014 dalla fusione di C.C. Ca. Se. ed altre tredici società versa infatti in una forte situazione debitoria, che ammontava a luglio scorso a 29 milioni di euro, probabilmente causati dalla mancata vendita di immobili legata alla crisi.
La situazione era nota ai dirigenti, tant'è che già a gennaio la cooperativa aveva fatto domanda di ammissione per un concordato preventivo. Il giudice fallimentare aveva fissato al 5 ottobre il termine per presentare un piano ai creditori da parte della cooperativa; nei giorni scorsi, però, fanno sapere i soci Caser, la domanda di concordato è stata ritirata. Situazione sanata? Macché: «Ieri il tribunale ha ufficializzato il ritiro della domanda, e ci ha comunicato che si andrà verso la liquidazione coatta amministrativa. Un tipo di fallimento che, di fatto, tutela gli amministratori», dicono i soci, ottomila sparsi in regione, 230 dei quali residenti tra Modena e provincia. Come curatore è stato nominato Giovanni Trombetta, che i soci auspicano sia «indipendente, non appartenente alla stessa associazione di cui fanno parte i vertici dell'azienda. Un'altra cosa che temiamo è che a Caser venga in mente di affittare il ramo d'azienda o di creare una newco per gestire il patrimonio dell'indivisa, visto che sarebbe un fallimento annunciato. Soprattutto, però, vogliamo che le istituzioni, come i Comuni e la Regione, prendano una posizione chiara in merito alla vicenda e vogliamo sapere cosa intendono fare per le enormi ipoteche presenti sugli immobili». Già, perché in tutto questo gli inquilini continuano a non avere certezze su quello che sarà il destino loro e delle loro case: «Non vengono fatte assemblee dei soci, non ci sono comunicazioni dai vertici, non viene detto nulla. Eppure paghiamo puntualmente tutti i mesi, nonostante ci siano situazioni che aspettano da tempo di essere sanate». Alcune abitazioni, infatti, necessitano di lavori di riparazione; alcuni inquilini a proprietà divisa non riescono ad andare a rogito da anni, nonostante i pagamenti necessari siano stati effettuati. Ancora più incerta è la situazione di coloro che abitano negli alloggi con contratto di proprietà indivisa, in cui proprietaria della casa rimane la cooperativa. Questi inquilini, infatti, chiedono di passare alla più tutelata proprietà divisa, possibilità prevista dalla legge. Legge che, però, «nessuno si degna di attuare - dice il Comitato Inquilini Proprietà Indivisa - Speriamo che il curatore sia equo nelle decisioni e presti attenzione alla nostra situazione». ( e.v.)
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