Il Comitato per l’ospedale escluso dagli spazi referendari
MIRANDOLA. Con una interpretazione in punta di penna sui regolamenti del referendum di Mirandola, la giunta comunale ha negato al Comitato in difesa dell’ospedale della Bassa la possibilità di...
MIRANDOLA. Con una interpretazione in punta di penna sui regolamenti del referendum di Mirandola, la giunta comunale ha negato al Comitato in difesa dell’ospedale della Bassa la possibilità di usufruire degli spazi referendari in vista della consultazione che si terrà il prossimo 13 dicembre, di domenica.
La decisione, che ieri ha destato non poche perplessità, è stata resa nota da Ubaldo Chiarotti, referente del comitato: «Informo che la giunta ha negato a noi del comitato Sodb lo spazio per la pubblicità sul referendum. Noi con 6850 firme raccolte, secondo loro non abbiamo voce in capitolo sul referendum... meditate».
Ad irritare molti è stato il post di Enrico Dotti, ex assessore dell’Idv, ora in forza al Pd, con il suo post: «Dedicata al buon Ubaldo Chiarotti», nel quale riportava la foto della delibera di esclusione.
E così la questione dell’ospedale, che il Pd vorebbe disinnescare con l’invito a non partecipare al voto e rassicurando sul “percorso partecipato” torna inevitabilmente di attualità. Primo perché l’esclusione del comitato in difesa dell’ospedale è sfortunatamente e immediatamente successiva alla decisione del Comitato di chiedere la partecipazione dei cittadini al referendum, e di votare a favore dei promotori. Secondo perché un altro post su facebook di un medico lascia intendere il fenomeno di progressivo impoverimento della struttura, che è il timore dei promotori del referendum. Il medico riferisce infatti che lo strumento videobroncoscopio donato dall’associazione “La Nostra Mirandola” all’ospedale di Mirandola ha preso la via di quello di Carpi, per sostituirne uno analogo che si è guastato. E questo, dicono i presunti informati, dopo che ne era stato bloccato il trasferimento in un altro ospedale a Modena. Nella valanga di polemiche che sono arrivate ieri c’è anche il timore - solo un timore - che i tre medici annunciati in Cardiologia essere in difficoltà per la mancanza di infermieri a supporto.
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