I ragazzi di Selmi e Corni: «La legge della paura non vincerà»
Assemblea spontanea degli studenti del Selmi e del Corni sui fatti francesi
MODENA. I ragazzi degli istituti Selmi e Corni si sono dati appuntamento alle ore undici nel piazzale comune ai due edifici scolastici. Qui hanno appeso numerosi striscioni di sostegno e solidarietà, parlando poi in un secondo momento dell'Is spiegando la loro storia, cause e possibili conseguenze dei molteplici spiacevolissimi avvenimenti. «Vogliamo lanciare un grido e informare. Non sarà una guerra di armi, bombe o quant'altro, bensì di parole-afferma Gabriele Benedetti, rappresentante di istituto del Selmi- fa impressione sapere che nostri coetanei siano coinvolti in queste cose, ma almeno possiamo dimostrare di non essere tutti così, dobbiamo restare uniti e combattere per un fine comune».
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Gli fa eco Lorenzo Argese, rappresentante del Corni: «Purtroppo sappiamo che la missione dei terroristi è quella di incutere timore, noi dobbiamo combattere e fare in modo che la gente non reagisca con la paura. Dispiace tanto che giovani e anziani abbiano perso la vita, proprio per questo bisogna impegnarsi, collaborare al fine di reprimere i messaggi di odio e razzismo». Per Silvia P., studentessa del Selmi: «È importantissimo commemorare le vittime. Siamo noi il futuro del Paese, del mondo e dobbiamo essere i primi a capire cose fondamentali come pace e fratellanza, alla base della nostra società. Vedere le immagini che hanno trasmesso è una cosa scioccante perché pensi che questa volta è toccato a Parigi, mentre più avanti potrebbe essere il turno di territori molto più vicini».
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Angelo Valente, anch'egli del Selmi aggiunge: «Penso sia assolutamente importante ricordare questo evento che ha sconvolto non solo l'Europa ma il mondo intero. Un sacco di vittime rimangono colpite tutti i giorni e purtroppo nessuno ne sa niente, in quanto le notizie sono spesso poco ascoltate».
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A riscuotere infine particolare successo tra i ragazzi una riflessione di un giovane del Corni, al termine della lettura di un messaggio di una delle vittime: «Sono stato toccato dalle parole della madre appena lette. Non dovete guardare i telegiornali e dimenticare l'accaduto dopo due o tre giorni. Cercate di depositare le riflessioni all'interno di voi stessi e immedesimarvi nelle persone colpite che durante il concerto hanno magari scambiato gli spari per il suono della batteria, salvo poi trovarsi faccia a faccia coi terroristi e vedere persone sparate in testa affianco a loro. Non è questione di giornalismo, non dovete dare ascolto al numero dei morti, ma attenervi alla sola notizia dei decessi, pensando a cause e conseguenze. Vi chiedo con tutto il cuore a nome della mia scuola e del Selmi di prendervi dieci minuti liberi questo pomeriggio e pensare, meditare».
Andrea De Carlo
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