La Spes si unisce a “L’Africa nel cuore”
Fiorano. L’associazione fu la prima a sostenere il villaggio di Rumuturi e confluirà nell’altra realtà
FIORANO. La Spes, la storica associazione solidale fioranese che ha dato il via al sostegno alla missione kenyota di Rumuturi, è destinata alla chiusura. Ma non si tratta di un abbandono, anzi è un'evoluzione che porterà questa associazione a confluire in “Africa nel cuore”, la realtà che le si è affiancata da alcuni anni e che ne prenderà completamente il posto.
«Non ha più senso - spiega il presidente di entrambe le associazioni Primo Bonacorsi - tenere in piedi due realtà che hanno scopi simili ma due bilanci, due contabilità e necessità burocratiche equivalenti. Quindi chiuderemo la Spes e faremo confluire tutta l'attività in “Africa nel cuore”».
Accertato quindi che per Rumuruti, per i tanti bambini che vanno a scuola nella missione fondata dallo spezzanese padre Giuseppe Richetti, non cambierà nulla, resta un annuncio di un certo effetto quello che determina la sparizione della Spes, associazione pionieristica nel suo genere, fondata ancora nel secolo scorso, voluta da un gruppo di volontari e filantropi fioranesi, caldeggiata dal sindaco dell'epoca EgidioPagani che la aprì a diversi imprenditori del territorio. Grazie alla Spes la missione di Rumuruti negli anni è cresciuta in tutti i suoi aspetti.: sono stati realizzati scuole, alloggi per gli insegnanti, pozzi che danno da bere a un'intera regione; ma soprattutto sono state avviate centinaia di adozioni a distanza che hanno permesso ad altrettanti bambini di andare a scuola e costruirsi una speranza. Questo era al momento lo scopo principale della Spes, che adesso verrà condotto da Africa nel cuore, che della prima associazione fioranese ha esteso i confini (ne fanno parte volontari di tutto il comprensorio) e la missione.
«Africa nel cuore - spiega Primo Bonacorsi - ha continuato l'attività nella missione ma ha fatto anche altro in termini di assistenza alla popolazione. Fra le sue realizzazioni più importanti quella di un dispensario, a 15 chilometri circa dalla missione, che quest'anno per la prima volta dovrebbe aver raggiunto l'autosufficienza ma che fino ad ora è stato sostenuto dall'associazione.
E poi oltre a continuare nell'assistenza alla missione, anche con viaggi periodici sul posto a raccogliere le necessità, ha esteso il progetto scolastico».
La grande impresa di “Africa nel cuore” da alcuni anni infatti è quella di dare a qualche ragazzo un futuro di studio oltre il ciclo dell'obbligo.
«Quando la Spes ha cominciato l'attività andavano a scuola alla missione 70 bambini, adesso sono più di mille. Ma proseguire oltre il ciclo obbligatorio è un altro discorso. Diventa impegnativo soprattutto in termini economici, ma è l'unico modo per dare un futuro diverso a ragazzi e famiglie.
Quindi da alcuni anni raccogliamo una cifra che oscilla tra 20 e 30mila euro l'anno, per consentire ad alcuni di proseguire l'attività di formazione. Gli stessi ragazzi poi nel periodo estivo contribuiscono al pagamento delle tasse scolastiche lavorando, ma non ce la farebbero senza il sostegno che “Africa nel cuore” assicura con spettacoli di beneficenza, vendite di oggetti prodotti alla missione, uova pasquali e altro. Abbiamo già raggiunto risultati importanti tra cui la gioia di vedere alcuni ragazzi che sono stati assistiti conseguire la laurea e anche nel 2015 stiamo ultimando la raccolta dei fondi necessari».
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