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Morì in un incidente a Carpi, giudice assolve il tecnico della Provincia

di Serena Arbizzi
Morì in un incidente a Carpi, giudice assolve il tecnico della Provincia

Accolta la tesi della difesa: gli avvallamenti erano indicati dalla segnaletica La madre del ragazzo: «Sentenza scandalosa che accentua il nostro dolore»

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CARPI. Assolto per non aver commesso il fatto. Questo il contenuto della sentenza emessa ieri mattina dal giudice Eleonora De Marco nel corso del processo con rito abbreviato di Luca Rossi, il dirigente della Provincia responsabile della manutenzione stradale, nell’ambito del caso di Andrea Depietri. Il campioncino di ginnastica è deceduto nel 2013 mentre stava andando a scuola, in sella al suo scooter, dopo l’impatto contro una corriera sulla Statale Romana nord. Luca Rossi è stato difeso dall’avvocato Giuliano Rossi, mentre l’accusa è stata rappresentata dal pm Maria Angela Sighicelli. Se, da una parte, il pm aveva chiesto 5 mesi per omicidio colposo, d’altra parte la difesa aveva domandato l’assoluzione per non aver commesso il fatto, riconosciuta dal giudice.

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Si è arrivati per vari motivi a questa decisione. Il primo è che in quel tratto di strada non c’era alcuna insidia o trabocchetto, per la presenza di numerosi cartelli verticali che segnalavano il difetto della strada. Secondo: non era stato istituito il senso unico alternato proprio perché nei pressi dell’incidente si trovavano diversi avvisi. Il terzo aspetto è molto rilevante e riguarda la manutenzione. Nel 2011 la Provincia aveva ottenuto 2,2 milioni di euro per rifare quel tratto che è stato rinnovato con un fondo di iniezione di resine poliuretaniche espansive. In seguito la strada è stata ripristinata ancora, anche poco prima dell’incidente. Da parte della Provincia, in altre parole, sono stati presi tutti gli accorgimenti possibili. Questa sentenza lascia profondamente avvilita la famiglia del giovane “Depi”, che proprio la scorsa settimana, avrebbe festeggiato un compleanno importante: Andrea avrebbe compiuto 18 anni il 13 novembre.

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«Questa sentenza suona come una presa in giro – commenta Rossella Benetti, mamma di Andrea – è una sentenza scandalosa perché lo stato di quella strada è sotto gli occhi di tutti. Il tecnico in questione, quindi, si occupa di una strada ad altissima percorrenza e il fatto di dire che non ha responsabilità mi sembra una sciocchezza. La strada non l’avrà sistemata certo lui, ma questa persona doveva certamente avere un occhio in più data l’alta frequentazione della Statale Romana nord. Anche il perito del tribunale ha appurato come l’incidente fosse stato provocato dalle condizioni della strada, e non certamente da parte di mio figlio, che si è comportato correttamente alla guida dello scooter. Mio figlio avrebbe compiuto 18 anni pochi giorni fa: questo è un periodo di ricorrenze che ci addolorano molto. Questa sentenza è un ulteriore colpo di grazia… Il ricorso alle vie legali, dopo il risarcimento e l’assoluzione, per noi credo sia terminato».

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