A processo gang di permessi fasulli
Due patteggiamenti, sette irreperibili tornati in Nord Africa e altri otto a processo con l’accusa di associazione a delinquere per la creazione di falsa documentazione per ottenere permessi di...
Due patteggiamenti, sette irreperibili tornati in Nord Africa e altri otto a processo con l’accusa di associazione a delinquere per la creazione di falsa documentazione per ottenere permessi di soggiorno dallo Stato. Si è conclusa così ieri l’udienza preliminare a carico di 17 imputati (uno è stato archiviato perché deceduto).
Al centro dell’indagine risalente al 2012 una rete emersa nel corso delle indagini in tutta la basa che secondo la Procura faceva capo a tre modenesi, che con altri quattro italiani, gestiva un sistema per ottenere i falsi permessi per stare in Italia a clandestini che ovviamente pagavano il servigio illegale. Tre le tre figure apicali individuate dal pm Marco Niccolini, c’è anche una consulente finanziaria e fiscale che ha lo studio nella Bassa. Intorno a lei ruotavano delle aziende fasulle con singoli imprenditori o pochi soci che fingevano di assumere dipendenti stranieri - quasi tutti nordafricani e indiani - che venivano segnalati da procacciatori che a loro volta avevano una “base” di informatori tra i clandestini stessi, ovviamente prezzolati.
In questo modo il clandestino pagava per emergere e ottenere un permesso di soggiorno in Italia ma era un documento “di cartone”. Infatti le assunzioni, secondo gli investigatori, erano false. Solo pezzi di carta in cui risultava che il datore di lavoro li aveva presi in aziende, ma che non avevano corrispondenze all’Inps e tanto meno in altri uffici, per non parlare del fisco. Tutto finto, insomma, però alla fine in questo modo riuscivano a ottenere un permesso di soggiorno vero che li faceva stare in Italia per occuparsi di altre attività. Ma come era possibile? Secondo l’accusa, proprio la consulente fiscale otteneva le carte dalle aziende costruite apposta e preparava la documentazione facendo così sembrare tutto plausibile. La contropartita era un flusso di denaro che interessava tutta l’organizzazione.
Ieri due di questa organizzazione, che si estendeva in tutta la Bassa, hanno patteggiato (uno in continuazione con altri reati simili). Per gli altri il giudice ha disposto il rinvio a giudizio.
Saranno processati davanti al primo Collegio del tribunale. Prima udienza prevista per il 12 ottobre prossimo. Le difese di stanno preparando per dimostrare che i permessi non erano ottenuti in base a falsa documentazione.
Carlo Gregori
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