Gazzetta di Modena

Modena

Aquaragia, tante idee per piccoli e grandi

di Laura Solieri
Aquaragia, tante idee per piccoli e grandi

Non si sono mai fermati nonostante il sisma, merito di alcuni amici: «Lo facciamo per il territorio»

2 MINUTI DI LETTURA





MIRANDOLA. Uno spazio gestito dai giovani per i giovani e non solo, che nonostante i tragici eventi del sisma 2012 non si sono mai fermati: a Mirandola, il circolo Aquaragia, attualmente composto da 9 ragazzi nel consiglio direttivo e circa 2000 soci, opera dal 1989 gestendo uno spazio del Comune in convenzione. «L'associazione giovanile Aquaragia organizza doposcuola per bambini delle scuole elementari, attività ludiche e formative per i ragazzi delle medie, serate di musica live per giovani anche in collaborazione con le scuole di musica dell'Area Nord, propone momenti di dibattito pubblico legati ai temi della legalità, della salute e della partecipazione attiva dei cittadini, corsi di ballo e di teatro – spiega il presidente Elia Zanetti - Il circolo è sempre stato gestito solamente da volontari e rappresenta uno dei più importanti centri di aggregazione giovanile del territorio. Attualmente, la sede è fortemente lesionata dagli eventi sismici accaduti nel maggio 2012 ma le attività continuano in un piccolo spazio, una casetta in legno adiacente alla sede, e nonostante le difficoltà le proposte sono tante, grazie alla grande richiesta e partecipazione che l’associazione riesce a richiamare». L’idea di fondare questo circolo viene a un gruppo di amici che trovandosi sempre più numerosi a casa di uno di questi, vengono solleticati dall’idea di fare qualcosa di più per promuovere l’aggregazione giovanile sul territorio. Il proprietario di casa è un collaboratore dell’Arci di Modena e l’idea si concretizza chiedendo l’affiliazione all’Associazione ricreativa culturale italiana – Arci. «La prima sede fu ricavata all’interno della Casa del Popolo dislocata sulla strada che da Mirandola porta verso la prima periferia del paese – racconta Elia - Il locale non era certo una reggia ma per chi si accingeva a farvi attività di volontariato era meglio del Castello dei Pico! Lo stabile a causa degli eventi sismici accaduti in zona ha subito un durissimo colpo e oggi è completamente inagibile. Nelle fasi successive al sisma, in stretta sinergia con l’amministrazione comunale, siamo riusciti a dare il via alla fase di ricostruzione con previsione di fine lavori a dicembre 2015 e nel frattempo non ci siamo mai fermati: questa per noi è sicuramente la cosa più importante, che ci rende soddisfatti del nostro operato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google