Il Comune di Cavezzo regala quasi 800 euro alle famiglie sfollate
Distribuiti 134mila euro a 177 nuclei familiari I soldi erano avanzati dalle donazioni post terremoto
CAVEZZO. Un contributo straordinario di 787 euro destinato a 177 famiglie di Cavezzo che dal 2012 attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni danneggiate o completamente distrutte dal terremoto. Lo ha deciso l’amministrazione comunale che ha dato così semaforo verde per liquidare i circa 134mila euro che saranno suddivisi in modo perfettamente paritario e destinati a quei nuclei familiari costretti a vivere ancora in affitto o addirittura nei Map.
Entro la fine di novembre il contributo straordinario sarà erogato per tutti gli aventi diritto, fondi residuali di donazioni raccolte a favore della ricostruzione di edifici pubblici o il sostegno dei nuclei famigliari in difficoltà a causa della perdita della propria abitazione.
«Oltre a rispettare la volontà di coloro che generosamente hanno deciso di donare alla nostra comunità, l’obiettivo è di offrire una forma di aiuto ulteriore alle famiglie in attesa di rientrare nelle proprie case, con l’impegno di creare le condizioni affinché questo possa avvenire al più presto», scrive il sindaco Lisa Luppi nella lettera inviata in questi giorni alle famiglie destinatarie del contributo una tantum.
Del “tesoretto” l’amministrazione era da tempo al corrente, ma prima di poter spendere anche solo un centesimo bisognava fare i conti con il patto di stabilità e così non appena arrivato il via libera il Comune ha messo mano alla cassa (e alla calcolatrice) decidendo di suddividere l’intera somma per il numero di famiglie aventi diritto all’assistenza post-sisma. Tutti avranno dunque la stessa quota, a prescindere dal reddito o dall’attuale situazione abitativa. Ovvero: chi è ancora nei Map avrà lo stesso contributo di 787 euro di chi ha invece scelto l’autonoma sistemazione, soldi che arriveranno entro la fine del mese direttamente sul conto corrente (o libretto postale) indicato in occasione della richiesta di contributo per il canone di locazione o di disagio abitativo.
Un messaggio molto chiaro quello lanciato dall’amministrazione, che in tutti i modi intende incentivare il ritorno nelle proprie abitazioni delle famiglie, a partire da quelle che vivono ancora nei Moduli abitativi: attualmente sono ancora 28, ma per 10 di queste nei prossimi giorni si apriranno però le porte delle case popolari: «L’operazione è stata possibile perché tali case sono state acquistate con fondi commissariali appositamente stanziati per alleviare l’emergenza abitativa causata dal sisma», ha evidenziato il sindaco Luppi. L’operazione di svuotamento dei Map resta però una partita molto delicata: per 5 nuclei familiari, infatti, è decaduto il diritto alla permanenza perché non più in possesso del requisito dell’ipotesi di rientro. E il Comune è in attesa che lascino autonomamente i prefabbricati.
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