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L’avventura musicale al Grande Italia

La scomparsa di Urano Borelli ci porta inevitabilmente alla Modena canora dei “favolosi anni Sessanta”. Un po’ come Genova per i cantautori in quegli anni, la nostra città era diventata culla di...

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La scomparsa di Urano Borelli ci porta inevitabilmente alla Modena canora dei “favolosi anni Sessanta”.

Un po’ come Genova per i cantautori in quegli anni, la nostra città era diventata culla di complessi e solisti alcuni dei quali hanno segnato il mondo delle sette note e hanno fatto di quell’epoca gli anni della Modena Beat.

Punto di ritrovo era il Bar Grande Italia all’angolo tra Largo porta Bologna e viale caduti in Guerra, che i perbenisti modenesi avevano ironicamente battezzato “L’angolo dei cretini”. Qui invece nacquero complessi come l’Equipe 84 e la loro antitesi, i tuttora mitici Nomadi. Senza dimenticare i solisti dell’epoca, come Caterina “Cat” Caselli, soprannominata “la bionda del caschetto” per la sua acconciatura.

Quegli anni a Modena erano talmente mitici che quando Caterina Caselli e l’Equipe 84 fecero tappa per il Cantagiro allo stadio Braglia, otto ore prima dell’inizio dello spettacolo con 40 gradi all’ombra e l’umidità al 70% erano in fila oltre 7000 persone, per lo più giovani.

Da ricordare tra i soliti noti all’angolo, Carmen Villani, poi diventata attrice di film osé.

Qualcuno riuscì a restare sulla breccia più a lungo degli altri, considerando anche che i nostri cantanti dell’epoca Beat si erano specializzati soprattutto nei rifacimenti di grandi successi d’Oltreoceano e d’Oltremanica. In questo gruppo di cantanti non si possono dimenticare personaggi come Paola Musiani, tragicamente scomparsa a metà degli anni ‘80 in un incidente stradale sulla A1 a Modena Nord. E poi Ambra Borelli, Paola Neri, Milena Manni e Giulia Schell.

A proposito di Ambra Borelli, sorella di Urano, come non ricordare che era stata lei ad incidere per prima una canzone poi diventata mitica nell’esecuzione di Patty Pravo: il Paradiso che Ambra incise qualche tempo prima della Pravo con il soprannome con cui si faceva chiamare all’epoca “Ragazza 77”.

Si ricordano con simpatia anche i Rags prodotti dall’ Equipe 84 e ancora gruppi come quello di Urano, Johnny e i Marines e i Verner Brothers. Questi ultimi erano un complesso a conduzione familiare composto dai cinque fratelli Verna che nel frattempo sono diventati affermati professionisti nella nostra città. Fabio Verna è infatti medico psichiatra mentre il fratello Gianpaolo è un noto penalista.

Questa era la Modena dei “favolosi anni Sessanta”, di cui Urano Borelli è stato uno dei protagonisti, “patriarca” di una famiglia di artisti che dal Beat a oggi ha lasciato un segno della storia della musica modenese.

Pier Luigi Salinaro

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