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sono 1500 per gli stage

Studenti in cerca di aziende: l’appello di scuole e Comune

Studenti in cerca di aziende: l’appello di scuole e Comune

Oltre 1500 ragazzi delle superiori di Carpi attendono fiduciosi che le aziende del territorio li ospitino per lo “stage” previsto dalla riforma nota sotto il nome di “Buona Scuola”. Un numero molto...

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Oltre 1500 ragazzi delle superiori di Carpi attendono fiduciosi che le aziende del territorio li ospitino per lo “stage” previsto dalla riforma nota sotto il nome di “Buona Scuola”.

Un numero molto elevato di giovani coinvolti rispetto alle precedenti norme in materia di esperienze di studenti nel mondo del lavoro. Tanto che non è poi così scontato che tutti i ragazzi riescano a trovare una collocazione per svolgere il loro “tirocinio”. Lo sanno bene le scuole e le istituzioni. Così, per sensibilizzare gli imprenditori ieri mattina è stato lanciato un appello di fronte alla stampa: «L’alternanza scuola-lavoro ha bisogno del massimo coinvolgimento delle aziende, questo nell’interesse sociale di tutti». Questo, sostanzialmente, il messaggio lanciato da Alberto Manganiello, prof. del Vallauri, Alessandro Smerieri, prof. del Meucci, l’assessore municipale Stefania Gasparini, Adamo Neri per Confindustria e Marco Gasparini in rappresentanza di Lapam e Cna.

«Il dialogo con aziende e istituzioni su questo tema - spiega Smerieri - è sempre stato buono, ma bisogna assolutamente aumentare la platea delle aziende coinvolte. Certo la “Buona Scuola” è una norma importante, ma è difficile pensare che dall’oggi al domani si possa imitare il modello tedesco che ha una lunga storia alle spalle. Non ci resta che lavorare al massimo della velocità per riuscire a collocare tutti i ragazzi negli stage». Al Meucci, ad esempio, si passa quest’anno a 360 ragazzi coinvolti, mentre negli anni scorsi erano 240. Al Vallauri, invece, sono circa 500 gli studenti che attendono di entrare nelle aziende.

«Noi - ha spiegato il docente del Vallauri - partiamo da esperienze già consolidate, ma è chiaro che oggi gli sforzi organizzativi vanno notevolmente potenziati». A questo punto, insomma, è necessario coinvolgere le aziende medio piccole. Ma se per Cmb, Liu-Jo, istituzioni... offrire stage ai giovani è normale, che dire per le tante micro-imprese? «È importante - ha commentato Gasparini di Cna-Lapam - che il ragazzo capisca il lavoro di squadra e il pulsare dell’attività imprenditoriale: incarichi più specialistici potranno venire in futuro». Insomma se si studiano le lingue potrà capitare anche di dover chiudere dei pacchi, ma anche questo concorre alla formazione del futuro lavoratore a qualunque livello della gerarchia arrivi». Insomma anche le mini aziende possono aderire al programma senza sfigurare. «Non bisogna avere timori nell’accogliere i ragazzi - ha detto l’assessore Gasparini - Bisogna dare fiducia e far capire loro l’importanza del lavoro».

Rino Filippin

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