«Ci tassiamo per avere un argine»
Bomporto. La proposta di alcuni cittadini al sindaco: «Così si protegge il paese»
BOMPORTO. I cittadini di Bomporto sono disposti ad autotassarsi, fino ad un massimo di 100 euro per famiglia, per costruire un nuovo argine, necessario a proteggersi da una nuova alluvione. Ma c’è anche una petizione, che a breve sarà consegnata al sindaco Alberto Borghi in cui si chiede un incontro urgente per discutere di eventuali interventi a salvaguardia del paese.
«L’ultima alluvione è stata la peggiore», spiega il geometra Giulio Pignattari, promotore della raccolta firme e proprietario di uno studio che sorge in piazza Roma. Pignattari ha vissuto sulla propria pelle tre alluvioni e non ha dubbi sul fatto che occorra mettere in atto tutti gli strumenti possibili per evitare che si verifichi nuovamente un disastro naturale prevedibile. «La soluzione alla quale abbiamo pensato è la creazione di un’argine - prosegue il geometra - che, secondo il nostro progetto, va dal cavo Minutara all’incrocio tra la Panaria con via per Modena, e continua fino all’argine del Panaro. In tutto, si tratta di costruire 750 metri di argine, per un equivalente di 4500 metri quadrati di terreno agricolo. Il costo dell’acquisizione sarebbe di 25-30mila euro al massimo. L’opera comporterebbe una spesa complessiva di 100mila euro, arrotondando per eccesso. Le persone che hanno firmato la petizione, una cinquantina, sono disponibili ad autotassarsi per una somma che va dai 50 ai 100 euro a famiglia, per il resto contiamo che il Comune contribuisca e ne parleremo con il sindaco Borghi. Nel punto specifico che abbiamo individuato si può fermare l’acqua del Panaro. È il sito in cui la strada costituisce già di per sè una protezione, un grosso muro di sostegno, che potrebbe essere rafforzata, appunto, con la costruzione di un argine. Realizzandolo dietro la strada, il costo sarebbe inferiore e il paese sarebbe protetto dall’arrivo dell‘acqua».
Inoltre, la zona in cui i bomportesi vorrebbero realizzare l’intervento sorge proprio al confine di tutte le proprietà private che così non sarebbero gravemente impattate dall’opera né dovrebbero fare i conti con espropri sempre fastidiosi e complessi da subire e gestire. «Nel testo della petizione, i cittadini residenti e titolari di attività insediate nella parte del paese compresa tra la confluenza del fiume Panaro con il canale Naviglio e Villavara - conclude Pignattari già colpita tre volte negli ultimi cinquant’anni da alluvioni che hanno messo in ginocchio la cittadinanza - presentano richiesta urgente per incontrare il sindaco Borghi. Con lui si vorrebbe mettere a punto un piano di emergenza per la salvaguardia da eventuali possibili eventi meteorici che portino a nuove inondazioni. È necessario, infatti, per la costruzione dell’argine, che il Comune dia via libera al progetto. Contiamo che il sindaco, che si è sempre dimostrato disponibile, sia d’accordo».
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