Donazioni agli sfollati, Cavezzo è solo
Gli altri Comuni terremotati hanno già impegnato tutti i soldi ricevuti per il finanziamento di progetti pubblici e scuole
Il caso di Cavezzo resterà unico nel panorama dei terremotati. All’orizzonte non si intravedono altri Comuni intenzionati a distribuire eventuali donazioni residue - con causale “assistenza alla popolazione” - agli sfollati. E così i quasi 800 euro per i 177 nuclei familiari rimarranno un “unicum” nella Bassa. Il gesto fatto dal sindaco Lisa Luppi e dalla sua giunta va in controtendenza rispetto alle strategie adottate altrove, dove le singole donazioni hanno già avuto un preciso percorso.
Non tutti, va detto, hanno condiviso l’idea di Cavezzo: apprezzata sì per la finalità di assistenza a persone che a distanza di oltre 42 mesi sono ancora fuori casa, criticata per la discriminante utilizzata (solo chi non ha ancora riavuto la propria abitazione) e per la sensazione di una limitata progettualità comunale. Ma al di là delle singole visioni, il gesto di Cavezzo non trova paragoni. Altrove, infatti, i fondi comunali donati sull’onda dell’emozionalità post-scosse hanno tutti una direzione mirata.
Mirandola, ad esempio, che ha incassato quasi 3,7 milioni di euro dai privati - al conteggio vengono esclusi i progetti finanziati dal fondo regionale, che ha accolto e poi redistribuito le donazioni globali - e li ha destinati a decine di progetti pubblici, dalla sistemazione delle scuole al bocciodromo, dai centri civici agli arredi.
Ancora più dettagliata è la strategia adottata da San Possidonio, arrivato a 1,1 milioni di fondi ricevuti. Un dettagliato prospetto pubblicato sul sito del Comune abbina progetti e donatori. «Per ogni attività - spiega il sindaco Rudi Accorsi - abbiamo abbinato il donatore, così che a progetto ultimato li si possa chiamare personalmente per vedere cosa abbiamo realizzato. Soldi in esubero? No, non li abbiamo perché tutti sono già stati destinati».
Un progetto simile a quello di Cavezzo può essere considerato quello adottato da Concordia, che ha destinato le donazioni con causale “assistenza alla popolazione” a finanziare un progetto di inserimento lavorativo per le persone rimaste senza occupazione. «Il resto, circa 400mila euro - dice il sindaco Luca Prandini - lo abbiamo investito per l’ampliamento della scuola materna “I Girasoli”, a cui si aggiunge il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Il prossimo mese partiranno i lavori. Altri soldi arrivati a Concordia sono andati per il recupero del patrimonio edilizio, credo che siano stati tutti soldi spesi molto bene».
Scuole in testa anche a Camposanto, dove le donazioni serviranno per il nuovo polo scolastico di via Panaro, e Medolla. «Nuove scuole, palasport e scuola di musica - spiega il sindaco Filippo Molinari - sono stati i progetti su cui abbiamo scelto di concretizzare le donazioni di cittadini ed imprese. Non ci sono residui perché ogni euro ha una destinazione precisa». (f.d.)
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