Gazzetta di Modena

Modena

Falde inquinate a San Cesario? Parte un esposto

Falde inquinate a San Cesario? Parte un esposto

I consiglieri d’opposizione Sola e Piccinini: «Si accertino i rischi delle attività di cava»

2 MINUTI DI LETTURA





SAN CESARIO. «Chi può garantire che le nostre acque non vengano inquinate dalle attività di cava?». Questa, in sintesi, è la domanda che i consiglieri comunali di opposizione Francesco Sola e Sabina Piccinini si fanno pubblicamente e per la quale hanno presentato nei giorni scorsi anche un esposto alla Procura della Repubblica. Sotto accusa, in questo caso, è la cosiddetta Cava Seghizza, all’interno del Polo Estrattivo 8. «Si scava ghiaia – denunciano i consiglieri Sola e Piccinini - nella fascia di rispetto dei pozzi che alimentano gli acquedotti del nostro comune, di Modena, Castelnuovo e Castelvetro. Al Polo Estrattivo n. 8 presso il fiume Panaro si è scavato a -9 metri dal piano di campagna, a pochi metri dalle falde, contravvenendo a qualsiasi criterio di prudenza perché nessuno può dirsi sicuro che i movimenti delle acque sotterranee rispettino sempre le perimetrazioni geometriche delle fasce di rispetto. La stessa Arpa in passato ha rilevato, sul fondo di diverse cave, acqua ristagnante proveniente dalle falde sottostanti. Chi può garantire che le nostre acque non vengano inquinate dalle attività di cava? I monitoraggi della qualità delle acque sono demandati ad un protocollo tecnico fra Arpa e Provincia, la cui attività si basa per lo più su dati conferiti dagli stessi cavatori nei loro rapporti annuali. Cava Seghizza non solo è stata aperta, ma è stata addirittura riempita con terra che appare di riporto. Ci chiediamo allora con quale terra è stata riempita la cava vicina ai pozzi Hera? Da dove viene? Abbiamo deciso di ricorrere alla Procura di Modena depositando un esposto redatto dall’Avv. Martina Cinetto del Foro di Modena, dove si chiede vengano effettuati tutti i controlli necessari per l’analisi della terra di cava Seghizza e stabilire, una volta per tutte, se i lavori di ripristino sono stati eseguiti nel pieno rispetto di tutte le leggi e dei regolamenti vigenti in materia ambientale. Nel paese più scavato della Provincia, vogliamo rovinarci anche l’acqua?». (m.ped.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google