Modena: turni troppo lunghi, gli infermieri in rivolta
Protesta davanti a Baggiovara. Da gennaio accumulati extra per 300 mila ore pari al lavoro di 200 dipendenti. Col blocco straordinari ospedali a rischio paralisi
Fischietti , volantini e bandiere davanti all’ospedale di Baggiovara ieri mattina per smuovere la “sordità”, come l’anno definita i sindacati, della direzione sanitaria sulla questione degli straordinari a oltranza degli infermieri.
Di qui la proclamazione dello stato d’agitazione e il prossimo blocco del lavoro fuori orario che oggi è il pane quotidiano dei 3.000 camici bianchi in servizio nelle strutture sanitarie modenesi.
Nei primi otto mesi dell’anno infatti la montagna degli straordinari è arrivata a 300 mila ore, pari al lavoro ordinario di 200 infermieri.
«Ma attenzione - sottolineano i sindacati della sanità, uniti come mai prima senza distinzione di sigle - a questa cifra eccezionale va aggiunto il lavoro degli infermieri assunti con le agenzie interinali che vengono usati massicciamente e quello di altri 270 colleghi precari che lavorano con incarichi a tempo determinato».
Morale: manca il personale e la politica continua dei tagli, imposta anche per legge con il blocco delle assunzioni sui pensionamenti, va in qualche modo superata, trovando soluzioni alternative.
«Devono scendere in campo anche i sindaci, custodi della salute pubblica dei loro cittadini - dicono in buona sostanza i sindacati della sanità in un documento congiunto emesso al termine dell’assemblea di ieri - Questa situazione è insostenibile e lo diventerà ancora di più».
Quando? Questione di giorni. Dal 26 novembre scatterà la normativa europea che vieta il superlavoro e i turni troppo lunghi nella sanità, quelli che oggi sono la norma a Modena, con infermieri che fanno anche due turni di lavoro di notte o due consecutivi tra notte e giorno con mezz’ora d’interruzione. Che succederà dunque se gli infermieri decideranno di attuare lo sciopero bianco, ovvero il blocco degli straordinari? Già ora la sicurezza degli operatori e dei pazienti è a rischio, avvisano i rappresentanti degli infermieri, che a giorni saranno ricevuti in Prefettura per un tentativo di conciliazione; un atto dovuto tra le parti ma che non sortirà effetti visto che la contrapposizione tra dirigenza Ausl e dipendenti è netta.
«Nel piano di assunzioni 2015 - hanno concluso i sindacati - sono stati coperti soltanto il 27% di posti di chi va in vensione: l’Ausl perde perciò 178 unità, di cui 50 tra dirigenza medica e non medica e 128 tra infermieri, ostetriche e tecnici. Di questi 101 posti saranno coperti con assunzioni a tempo determinato e solo 20 le assunzioni definitive, di cui 14 infermieri. Quanto agli incarichi per i superdirigenti il preteso risparmio di 300 mila euro per la sostituzione parziale di chi usciva, perchè non sono usati per assumere infermieri?»
Saverio Cioce
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