Caccia al centralinista del terrore
La Digos analizza i filmati dopo le minacce prima di Italia-Romania
Una giornata intera ad analizzare tutti i filmati delle videocamere di sorveglianza disseminate per il centro storico di Castelfranco. Perché è da lì, da una cabina nel cuore del paese, che è partita la telefonata inneggiante ad Allah, che invitava a non far giocare la partita Italia-Romania allo stadio di Bologna. I poliziotti hanno fatto verifiche incrociate, cercando di dare un volto a colui che, con parlando in italiano, ma con chiaro accento straniero, ha messo in allerta il sistema della sicurezza nazionale. La sensazione è che se le telecamere hanno fatto il proprio dovere presto il balordo avrà un nome e verrà quantomeno denunciato per procurato allarme. Anche il sindaco di Castelfranco, Stefano Reggianini, e l’assessore alla Sicurezza, Giovanni Gargano hanno messo a disposizione della Digos le registrazioni comunali.
«Non potendosi escludere che quanto accaduto possa essere riconducibile solo ad un atto di carattere emulativo - ha detto il sindaco - appare necessario, riprendendo l’appello del prefetto Michele di Bari, che ogni cittadino possa collaborare riferendo di situazioni sospette o di circostanze anche solo apparentemente anomale. Da alcuni giorni si stanno svolgendo, con la massima attenzione, stringenti controlli anche a Castelfranco».
«L’atto che si è perpetuato è un segnale - aggiunge Giovanni Gargano - questo ha immediatamente attivato il sistema di risposta adeguato per trovare il responsabile e poter capire i motivi di fondo che hanno portato a questo episodio». (fd)
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