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Lambrusco, allarme per le liberalizzazioni: «Ue contro la tutela»

Lambrusco, allarme per le liberalizzazioni: «Ue contro la tutela»

Sciolette dell’Enoteca Regionale e l’ex ministro De Castro: «Perché un vitigno antico deve diventare di tutti?»

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Allarme per il Lambrusco, il vino italiano più esportato nel mondo, per la pressione dell’Unione Europea a favore di liberalizzazioni che di fatto minacciano la tutela di un prodotto che vanta un’identità indiscutibile, rischio che correrebbero tutti i vini che prendono il nome dal vitigno.

L’allarme è lanciato dall’ex ministro Paolo De Castro, ora parlamentare europeo, e da Pierluigi Sciolette, presidente dell'Enoteca Regionale ed ex presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena e del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi. «Tutti i vini che prendono il nome dal vitigno, come il Vermentino e in parte anche il Sangiovese, rischiano di essere tolti dalla lista dei vini protetti nell'Ue in quanto la Commissione europea vorrebbe sostanzialmente liberalizzarli«, ha detto De Castro. E a supporto è intervenuto Pierluigi Sciolette. «Abbiamo varietà di vite storicamente autoctone. E non si capisce perché il Lambrusco, che è uno dei vitigni più antichi d'Italia, ha mercato, ed è prodotto solo nelle province di Modena e Reggio Emilia, debba diventare di tutti. Ci stiamo occupando da tempo di questa questione - continua il presidente dell'Enoteca regionale - e abbiamo trovato buona audience al ministero delle Politiche agricole. In Emilia-Romagna vengono prodotti più di un milione di ettolitri di Lambrusco; una produzione enologica a denominazione che vale oltre 500 milioni di euro. Ha fatto bene De Castro - conclude Sciolette - a sollevare pubblicamente una questione che tocca i nostri viticoltori, i nostri vini a denominazione, la nostra identità». Secondo De Castro, l'Ue sostiene che una cosa é proteggere un nome con un riferimento geografico - ad esempio per il Prosecco c'é il Comune di Prosecco - mentre diventa difficile quando non c'è un riferimento geografico ma il solo nome del vitigno. «Noi stiamo facendo di tutto per bloccare questo approccio», assicura De Castro.

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