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Lanfranco, scendono in campo i prof

Lanfranco, scendono in campo i prof

Firmato un documento contrario allo smembramento al termine del collegio docenti. Salta ancora l’incontro col Comune

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Per la seconda volta è saltato l’incontro tra i docenti delle scuole medie Lanfranco e il Comune, anche ieri un rinvio improvviso. Non conosce sosta il braccio di ferro tra l’amministrazione, la scuola, i genitori, gli insegnanti sul caso Lanfranco, la scuola media che il Comune ha confermato di voler smembrare per costituire un’altra scuola media, le Mattarella, e avere così la possibilità di mettere nero su bianco il decimo istituto comprensivo.

Doveva essere una giornata di confronto e invece il confronto è saltato e i docenti, che fin dal primo momento si sono espressi contro questa decisione al fianco delle famiglie, sono l’unica componente che fino ad oggi non è stata ascoltata direttamente da Comune e Ufficio Scolastico Provinciale. Impegni dei dirigenti hanno fatto rinviare l’incontro a data da destinarsi, sapendo bene però che il 26 novembre i nuovi istituti comprensivi arriveranno sul tavolo del consiglio comunale per la definitiva approvazione. Per ora, quindi, nessuna mediazione, nemmeno il ventilato rinvio di un anno sul quale stava lavorando una componente del Pd.

A far sentire la loro voce ci provano gli insegnanti, ieri riuniti in collegio docenti alle Lanfranco.

Si è ovviamente parlato della ipotesi, ormai vicina alla certezza salvo clamorosi passi indietro, di smembramento ed è stato portato all’attenzione degli insegnanti un documento, scritto da alcuni docenti che stanno seguendo con particolare attenzione la vicenda, che spiega il disappunto dei professori. Un lungo elenco dei fattori negativi di questa proposta, che è stato firmato dall’unanimità degli insegnanti. Un documento che nei prossimi giorni sarà portato all’attenzione del Comune e dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

La posizione degli insegnanti non è di difesa di un territorio, ma piuttosto anche di garanzie dal punto di vista occupazionale e di continuità con il lavoro svolto fino a questo momento in una scuola rodata e che oggettivamente funziona. È anche per questo che gli insegnanti chiederanno a tutti i sindacati un’assemblea per i prossimi giorni: tempi stretti, ma è chiaro che si cercherà di fare il possibile perché tutti i confronti avvengano prima della data del 26 novembre.

Davide Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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