Processo a Libera: corteo in centro
Anarchici davanti al tribunale per i 4 imputati, tra loro c’è Nevruz
Una manifestazione per il centro di Modena, finita pacificamente davanti al Tribunale in corso Canalchiaro. E dall’altra parte uno spiegamento di agenti del Reparto Mobile della polizia di Stato, della polizia municipale e ovviamente la Digos.
Tutti attendevano la sentenza del processo a quattro anarchici di “Libera” per i fatti dello sgombero della cascina di Marzaglia dell’agosto 2008, chiesto dalla Giunta Pighi. Invece il giudice Domenico Truppa nel primo pomeriggio ha rinviato l’udienza al 14 gennaio per la discussione e possibilmente la sentenza.
Ieri è stata una lunga giornata d’attesa durante la quale il giudice ha ascoltato gli ultimi testimoni per il caso che vede quattro imputati, assistiti dall’avvocato Fausto Gianelli, per resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale. Gli anarchici della associazione ormai storica di Modena, che un tempo si trovava a Marzaglia là dove ora c’è l’autodromo, con il sostegno del rocker Nevruz, hanno attraversato il centro storico da Sant’Agostino a Largo Bologna sventolando le bandiere rossonere per poi fermarsi in corso Canalgrande in attesa della sentenza. Che però non c’è stata. «Sono qui per testimoniare la vicinanza agli amici di Libera - ha detto Nevruz - non è possibile che una città come Modena che si dice democratica non abbia uno spazio sociale».
Tra i manifestanti, in gesto di solidarietà, era presente anche l’ambientalista Emilio Salemme che per primo ha presentato esposti contro la Giunta Pighi sul caso di Marzaglia.
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