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Carpi, “spolpano” una società, sequestrati 3,5 milioni

Carpi, “spolpano” una società, sequestrati 3,5 milioni

Carpi. Operazione della Guardia di Finanza di Rimini: indagate otto persone Nei guai anche Stefano Giacomelli, sul suo conto sono transitati 500mila euro

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CARPI Nei suoi conti correnti - sostiene l’accusa - sono transitati 500mila euro, distratti al fisco, che poi ha girato ai sodali dell’operazione illegale. È finito di nuovo nei guai Stefano Giacomelli, imprenditore che da anni è al centro di casi giudiziari per problemi legati al mondo delle aziende in crisi e in fase di liquidazione e tuttora irreperibile. Giacomelli, secondo quanto ricostruiti dalla Guardia di Finanza di Rimini e sancito dall’ordinanza del giudice per le indagini preliminari, utilizzava conti bancari a lui riconducibili per poi affidare i soldi “ripuliti” agli altri indagati, grazie all’utilizzo di assegni.

L’operazione è stata conclusa dai militari del Comando Provinciale di Rimini, a cui hanno fornito supporto anche i colleghi della compagnia della Fiamme Gialle di Carpi e di Cividale del Friuli. I finanzieri hanno dato esecuzione ad un provvedimento di applicazione di otto misure cautelari interdittive (7 riguardano il divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali e un’altra impone il divieto temporaneo di esercitare la professione forense) e di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre tre milioni e mezzo di euro, disposto dal Gip del tribunale di Rimini. I reati contestati vanno da quelli fallimentari alla falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e riciclaggio.

L'INDAGINE La complessa attività di polizia giudiziaria - che ha avuto origine a seguito della dichiarazione di fallimento di una società friulana con base operativa a Rimini operante sul territorio nazionale e in Paesi esteri nel settore della trasformazione, lavorazione e commercio di prodotti siderurgici - ha coinvolto società italiane, una società spagnola, una società austriaca ed una società sammarinese.

Le indagini hanno permesso di acquisire risultanze significative di una illecita attività che si è snodata tra Italia, San Marino e Austria. L’obiettivo riscontrati dalle Fiamme Gialle ha evidenziato operazioni finanziarie finalizzate al “depauperamento del patrimonio della società fallita, in danno dei creditori”. Di fatto la società friulana è stata spolpata, fino a renderla di fatto inutilizzabile sia per altre strategie lavorative sia per annullare ogni forma di rivalsa da parte di tutte quelle che persone che vantavano dei crediti, a questo punto difficili da esigere.

E così i finanzieri di Rimini, ieri, con l’ausilio dei colleghi del Nucleo di polizia tributaria di Udine, Latina, Pordenone, Ferrara e delle Compagnie di Cividale del Friuli e di Carpi, hanno dato esecuzione al provvedimento del Gip, notificando l’ordinanza con la quale sono state disposte le misure interdittive nei confronti delle otto persone ed eseguendo il sequestro relativo a quote societarie, immobili, beni aziendali, saldi attivi di conti correnti italiani riconducibili agli indagati per un ammontare complessivo di oltre 3,5 milioni di euro. (f.d.)

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