«Tesori mai esposti prima d’ora»
Il direttore Timothy Verdon: «Collezione accresciuta con “inediti” d’eccezione»
Lo scorso 29 ottobre erano in 700 gli invitati “speciali” che, prima in Duomo e poi al retrostante museo, hanno potuto vedere l'edificio restaurato dalla Cmb e le numerose opere d'arte che contiene. Tra loro il sindaco di Firenze Nardella, l'arcivescovo metropolita di Firenze Giuseppe Betori e i vertici dell'antichissima Opera della cattedrale di Santa Maria del Fiore.
«Abbiamo lavorato molto intensamente - spiega il presidente dell'Opera Franco Lucchesi - per tre anni, praticamente raddoppiando la superficie espositiva e cambiando anche la logica espositiva delle nostre preziose opere. Oggi non siamo un museo all'antica, ma un luogo moderno che espone, innova ed educa allo stesso tempo e il percorso espositivo racconta la stagione rinascimentale fiorentina, periodo davvero impareggiabile». L'architetto che ha seguito il progetto e il riallestimento è una vecchia conoscenza di Carpi, dove ha restaurato il castello dei Pio e altri monumenti, Adolfo Natalini: «Abbiamo creato nella sala principale del museo il modello a grandezza naturale della facciata eseguita da Arnolfo di Cambio, smontata nel 1587 perché considerata non più moderna. Di fronte vi abbiamo posizionato gli originali delle tre porte del Battistero di Firenze e abbiamo anche creato un nuovo spazio per la famosa Pietà che Michelangelo scolpì a 75 anni».
Il direttore del museo è, come noto, Timothy Verdon: «La nostra collezione è rinnovata e accresciuta, tanto da avere scelto nei magazzini alcune opere che non erano mai state esposte nei circa 700 anni di presenza di questo museo che però ufficialmente apre il 3 maggio del 1891. In particolare insieme alle opere principali abbiamo i “nuovi” cinque rilievi di Girolamo Ticciati che vennero tolti dal Battistero nel 1912 e da allora lasciati nei depositi. Poi - continua nella chiara ed efficace spiegazione - abbiamo due dipinti del ’500 di Giovanni Balducci e cinque sale relative al dibattito ottocentesco che portò alla facciata attuale di Santa Maria del Fiore con tutti i disegni. Di fornte alla facciata in scala 1:1, dove abbiamo posizionato nella posizione originaria tutte le statue che la ornavano, ci sono le Porte del battistero: quella del Paradiso realizzata da Lorenzo Ghiberti nel 1425-52 e l'altrettanto celebre Porta Nord, mentre la terza, la Porta Sud di Andrea Pisano, è in restauro all'Opificio delle Pietre dure e giungerà qui nel 2017-2018».
Stefano Luppi
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