Allarme nei centri anziani: senza volontari si chiude
I presidenti chiedono aiuto al sindaco: «Modifichiamo statuti e regolamenti Ci vuole più collaborazione tra associazioni altrimenti qui si va a gambe all’aria»
«Se non invertiamo la tendenza, va a finire che i circoli sociali e anziani sul territorio dovranno chiudere i battenti per carenza di volontari».
L’allarme viene lanciato dai tre maggiori sodalizi presenti a Carpi: il Guerzoni, il Gorizia e il Graziosi. Della situazione è anche stato informato il sindaco e ora l’appello ufficiale: bisogna trovare soluzioni per riportare volontari nei centri d’aggregazione.
Sentire parlare chi vive tutti i giorni questa carenza, rende bene l’idea di cosa stia accadendo. «Ieri - dice un volontario - ho fritto 3mila pezzi di gnocco, poi la sera ho estratto i numeri della tombola: ho prestato il mio tempo volentieri, ma è una bella fatica a 75 anni... se solo ci fosse qualche volontario in più».
I presidenti dei tre circoli così si interrogano su quale modello adottare per il prossimo futuro. «Noi al Graziosi - dice Jaures Zani - siamo oltre mille iscritti, ma i volontari sono poche decine. Così è davvero complicato gestire un centro che offre tante iniziative ludiche e culturali. Se continua così, me lo lasci dire con una battuta, tra qualche anno non ci resterà che consegnare le chiavi al Comune. Questa struttura - continua - non ha debiti: è stata realizzata e pagata con il lavoro dei volontari. Sarebbe davvero triste dover gettare la spugna e far entrare del personale a pagamento. La finalità sociale, e i prezzi popolari, subirebbero un grave colpo. Il punto è che tanti oggi pretendono di essere pagati anche per fare qualche ora di servizio a vantaggio dei circolo. Non è questo l’atteggiamento giusto». Secondo la presidente del Gorizia, Brienne Loschi, a Carpi c’è molta dispersione di energie nell’ambito del volontariato. «Le associazioni - commenta Brienne Loschi - a Carpi sono circa cento. Io credo che bisognerebbe canalizzare questa forza associativa anche a vantaggio dei circoli in cui i volontari cominciano a scarseggiare. Per noi al Gorizia il problema non è urgente, ma ci rendiamo conto che bisogna prevenire prima che diventi un’emergenza. Se qualcuno - conclude - ha un’idea su come sensibilizzare i frequentatori dei circoli al volontariato, l’ascoltiamo molto volentieri. Purtroppo oggi molti piuttosto che dare una mano, preferiscono guardare...».
Al Guerzoni, nel villaggio artigiano di via Remesina, del tema è già stato interessato il sindaco. «Bellelli - racconta Gian Carlo Veroni, ex presidente, oggi semplice volontario - è al corrente del fatto che la situazione è davvero seria. Siamo pochissimi per portare avanti le attività. Bisogna urgentemente cambiare il modello associativo. Forse la cosa migliore è replicare quanto accade con la Festa dell’Aratura dove varie associazioni collaborano per la riuscita della manifestazione e si dividono i proventi. Qualcosa del genere sta iniziando a funzionare qui al Guerzoni con l’Avis e altri».
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