«Broncoscopio, stop alla spola adesso resti a Mirandola»
Non c’è pace per il broncoscopio che continua a fare “la spola” tra l’ospedale Ramazzini e il Santa Maria Bianca di Mirandola. Nei giorni scorsi si era levata forte e chiara tramite i social network...
Non c’è pace per il broncoscopio che continua a fare “la spola” tra l’ospedale Ramazzini e il Santa Maria Bianca di Mirandola. Nei giorni scorsi si era levata forte e chiara tramite i social network la voce di medici e cittadini mirandolesi che, accortisi del trasloco al nosocomio carpigiano dello strumento che una volta si trovava al Santa Maria Bianca, hanno chiesto spiegazioni, sottolineando come l’apparecchiatura dovesse rientrare «a Mirandola, dal momento che quando si presta qualcosa deve ritornare al mittente». Ebbene, nei giorni scorsi, dopo le proteste, il broncoscopio è stato ritrasferito al nosocomio mirandolese, ma, come evidenziano i cittadini sui social network, sembra che sia ritornato “solo”. Ovvero, senza il personale necessario per dare un servizio continuativo e stabile, «che – sottolinea su facebook la consigliera comunale di Rinascita cavezzese Katia Motta – prefigura una chiusura (o forse alle istituzioni piace di più “dissolvimento”) del reparto di Pneumologia dell’ospedale di Mirandola». In ogni caso, questi continui trasferimenti, sottolineano i cittadini della Bassa, obbligano le persone a spostarsi continuamente dal proprio territorio. Nei giorni scorsi l’Ausl ha fatto sapere che «l’apparecchiatura in questione è una sonda che compone il broncoscopio e viene utilizzata in ambito di area nord, rispettando la volontà di chi dona l’attrezzatura». I cittadini dell’area nord aspettano chiarimenti per verificare l’esatta collocazione di questa sonda e, a questo punto, anche notizie sul futuro di Pneumologia a Mirandola.
Serena Arbizzi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google