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Vignola: aperta la caccia all’accoltellatore. «È un giovane straniero»

di Stefano Totaro
Vignola: aperta la caccia all’accoltellatore. «È un giovane straniero»

Questa l’indicazione fornita da Luciano Pancaldi, il 74enne in prognosi riservata che ha ricevuto cinque colpi alla schiena.  Esclusa la rapina: gli inquirenti valutano eventuali mandanti e motivazioni

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VIGNOLA. Nessun testimone in via Cappuccini, quella via piccola e buia e poco trafficata soprattutto di sera.

C’è però la sua fondamentale testimonianza, lasciata agli investigatori e ai soccorritori nell’immediato, mentre veniva portato dapprima al pronto soccorso dell’ospedale di Vignola e successivamente al più attrezzato centro di Baggiovara: «È stato un uomo, uno solo, carnagione scura, quasi sicuramente un maghrebino. Mi ha assalito e mi ha accoltellato».

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È questa una certezza per Luciano Pancaldi, il pensionato di 74 anni che l’altra sera, poco dopo le 21, è stato aggredito e ferito con cinque coltellate mentre stava effettuando la sua consueta passeggiata per il centro di Vignola e si stava ormai recando verso casa, nella zona delle basse del paese.

A ridurlo in fin di vita e a costringerlo alle cure del reparto di terapia intensiva sarebbe stata una unica persona, probabilmente un giovane, che ha agito con freddezza e forse, alla luce dei fatti, con premeditazione.

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Non è stata una rapina: all’anziano non manca nulla, né portafoglio, né orologio, né oro. Forse nemmeno un avvertimento, vista la determinazione delle coltellate, ben cinque e portate da breve distanza due alla schiena, nella regione lombare, due poco sopra, ai fianchi e una, più diretta, forse quella che avrebbe dovuto essere quella micidiale, al torace, quasi vicino al collo.

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Una esecuzione? Qualcuno inviato per uccidere? Chi è o chi sono i mandanti, quali vicende sono alle spalle di questo brutale accoltellamento che altro non è che un tentato omicidio?

I carabinieri stanno indagando. Luciano Pancaldi ha lavorato a lungo per la Cassa di Risparmio di Vignola, la sua mansione era quella di fattorino. Raggiunta l’età della pensione, ha iniziato ad interessarsi di arte e di antiquariato. La pittura e i quadri, in particolare, erano la sua passione e commerciava in arte, ma solo a livello amatoriale, frequentando mercatini.

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Da oltre un anno l’anziano era rimasto vedovo: in paese dicono che abbia ereditato il patrimonio della moglie, tra cui la bella villa dove abita assieme alla fedele badante in via Caravaggio.

Parenti stretti? Una figlia sui quarant’anni che ha un compagno più o meno della stessa età e che riferisce di aver ereditato lei dalla madre e che per questo, da quando questo è successo, non è vista di buon occhio dal padre. Anzi, sarebbe stato proprio il padre a chiudere i rapporti con lei, a non voler più avere nulla a che fare con lei .

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La vicenda eredità entra di diritto tra gli elementi che in queste ore i militari dell’Arma stanno raccogliendo per le indagini, così come vi rientra il mondo degli affari d’arte del pensionato.

L’altra sera, poco dopo l’accaduto, i militari si sono recati nell’abitazione dove vive la figlia con il suo compagno, hanno effettuato una breve perlustrazione e fatto qualche domanda.

I carabinieri non si sono fermati qui: ora indagano ascoltando amici, parenti, vicini, tutte le persone che in qualche modo hanno avuto a che fare con il pensionato.

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