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Luca Marchini: "Dall’Emilia all’Unesco"

Luca Marchini
Luca Marchini: "Dall’Emilia all’Unesco"

 L’Emilia Romagna ha un patrimonio enogastronomico generoso, fatto di sapori corposi e di prodotti inconfondibili conosciuti in tutto il mondo. Dall’impasto del tortellino, alla...

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MODENA. L’Emilia Romagna ha un patrimonio enogastronomico generoso, fatto di sapori corposi e di prodotti inconfondibili conosciuti in tutto il mondo. Dall’impasto del tortellino, alla stagionatura del parmigiano, non c’è alimento che non racconti le forti radici di un territorio orgoglioso e fatto di generazioni che hanno alimentato e protetto i propri usi e costumi.

Comunicare quanto più possibile la propria ricchezza territoriale è fondamentale per poterla promuovere a dovere. Farla conoscere al mondo, infatti, significa rendere omaggio alla purezza di una cultura e gratificare il duro lavoro di ogni appassionato produttore, cuoco ed associazione che ha dedicato l’intera vita alla qualità enogastronomica.

L’occasione di mettere in luce la cultura culinaria nostrana si è presentata proprio qualche giorno fa, quando l’Associazione “Chef to Chef” (che raccoglie 12 città gastronomiche dell’Emilia Romagna) ha presentato la candidatura di Parma come “Città creativa per la Gastronomia”, nella sede Unesco di Parigi.

Una squadra di amanti e conoscitori dei piaceri del cibo, è così partita verso Parigi con l’intento di raccontare le origini di ogni nostro sapore, di ogni tecnica e di ogni preziosa ricetta che parla della nostra forte ed inconfondibile identità regionale.

Per me è stato davvero un onore poter indossare “la bianca divisa” da chef e farmi promotore e narratore, insieme ad eccellenti colleghi e compagni di viaggio, di prelibatezze inimitabili. Un’esperienza emozionante, dal piatto alle espressioni soddisfatte delle persone.

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