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Accoltellato a Vignola, la figlia della vittima Cristina Pancaldi: «Sono allibita per l'agguato. I carabinieri a casa mia»

di Marco Pederzoli
Accoltellato a Vignola, la figlia della vittima Cristina Pancaldi: «Sono allibita per l'agguato. I carabinieri a casa mia»

La figlia della vittima: «Ispezione nella notte. Non vedevo mio padre da tempo»

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VIGNOLA. Anziché dipanarsi, il giallo si infittisce il giorno dopo attorno alla vicenda che ha visto coinvolto Luciano Pancaldi, il 74enne che l’altro ieri, poco prima delle 22, è stato accoltellato per ben 5 volte mentre si trovava in via Cappuccini a Vignola (proprio dietro al comando di polizia municipale), incamminato molto probabilmente verso casa. Anche la figlia Cristina (figlia unica), e il suo compagno Fabio Rasponi, faticano a darsi una risposta. «L’altra notte – spiega Fabio – saranno state circa le 22,30 quando i carabinieri sono venuti a suonare a casa nostra. Sia io sia la mia compagna eravamo in casa. I carabinieri, però, quando sono entrati nel nostro appartamento non ci hanno detto assolutamente cosa fosse successo. Mi hanno chiesto qualcosa in merito a un piccolo incidente che mi era capitato la settimana scorsa, hanno guardato un po’ in giro nella casa e poi se ne sono andati.

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Poi, verso le 2,15 di notte, ci hanno convocato in caserma e ci hanno detto quello che era successo». Cristina Pancaldi, 48 anni, figlia di Luciano e compagna di Fabio da oltre 15 anni, ha poi aggiunto: «Sono sbalordita, allibita. E, innanzitutto, vorrei capire cosa è successo. Da quando è scomparsa mia madre (circa un anno fa, ndr), che ha lasciato a me la sua eredità, non avevo grandi rapporti con mio padre. Evidentemente, lui non ha accettato che mia madre avesse lasciato tutto a me. Ma rimane sempre mio padre, era lui che si è allontanato, io non ho nulla contro di lui. Quindi vorrei capire cosa è successo. Ricordo solo che, quando era ancora in vita mia madre e la badante rumena che ha tuttora andava via, diceva che sentiva dei rumori strani nei pressi di casa sua e raccontava che aveva paura di essere aggredito da qualche extracomunitario. Per il resto, non so davvero cosa possa essere accaduto l’altra sera. Già oggi (ieri, ndr) ho provato a contattare la sua badante. So che in ospedale ora ci sono le mie zie. Sono sbalordita da quanto accaduto – ha concluso Cristina – e non ho dormito per tutta la notte».

La villa di Luciano Pancaldi, in via Caravaggio, ieri era naturalmente chiusa. Ma i vicini hanno dimostrato un grande affetto verso questo 74enne, che ha perso la moglie da circa un anno e vive ormai da tempo con la sua badante. La dirimpettaia Teresa Bettelli dice: «E’ una persona molto tranquilla e disponibile; ci facciamo spesso dei favori a vicenda. L’altro giorno, ad esempio, mi ha portato la legna per il caminetto». Un altro vicino, Graziano Sabbatini, aggiunge: «Luciano è sempre stato una persona molto disponibile e si è fatto sempre ben volere. Ha l’abitudine, ormai da anni, di uscire a piedi dopo cena, per fare una passeggiata». Molto probabilmente, quindi, anche l'altro ieri Luciano Pancaldi era uscito a piedi dopo cena e stava rincasando. In via Cappuccini, però, qualcuno lo ha accoltellato. E oltre al nome dell’autore (o degli autori) del gesto, manca ancora un movente. Molto improbabile, infatti, vista la violenza dell’aggressione, pensare un “semplice” tentativo di rapina. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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