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Lanfranco, un’istanza per chiedere il rinvio

Lanfranco, un’istanza per chiedere il rinvio

I genitori studiano un documento perché prima del consiglio comunale di giovedì il Comune possa tornare sulla sua decisione: «Il piano penalizza tutti»

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Genitori riuniti fino a tarda ora anche ieri per proseguire nell’opposizione al piano del Comune per i nuovi istituti comprensivi. Se questa battaglia riuscirà è ancora presto per dirlo, certo che il tempo non è tanto, anzi: giovedì è già convocato un consiglio comunale che deve per forza deliberare la questione e solo un cambiamento all’ordine del giorno della commissione di mercoledì prossimo potrebbe, in teoria, modificare la delibera già presentata, con dieci scuole medie (contro le attuali nove) nate grazie allo smembramento delle Lanfranco. E da lì che nasce la protesta, che però si estende a tutta Modena (vedi articolo a fianco) e sembra non sopirsi, anzi.

I genitori ieri sera hanno preparato una istanza, un vero e proprio atto formale, che faranno firmare domani in occasione del rinnovo del consiglio di istituto e presenteranno al sindaco e al consiglio comunale tra lunedì e martedì, in tempo utile, forse, per rivedere l’intero piano. Cosa chiede l’istanza? Una cosa semplice: fermarsi a riflettere e rimandare di almeno un anno l’attuazione di un progetto che non può partire in pochi mesi.

Sulla questione Lanfranco ieri è intervenuto anche il gruppo dei grillini in consiglio comunale: «Creare le scuole Mattarella dalle Lanfranco è una scelta unidirezionale dell’amministrazione, che va in questo modo a formare il decimo Istituto Comprensivo a Modena. Su 12 direzioni didattiche, ben 4 hanno bocciato il progetto generale», osserva il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle sul progetto degli Istituti Comprensivi a cui sta lavorando l'Amministrazione. «Come un fulmine a ciel sereno è piombato in città il nuovo progetto di suddivisione degli istituti scolastici, con la radicale trasformazione delle scuole Mattarella da scuola primaria a media, ma soprattutto la scissione delle scuole Lanfranco. Si tratta dell’ultima scelta andata in scena senza un reale ascolto dei cittadini. La scuola Mattarella è stata progettata con la capacità di ospitare due cicli completi di primarie e uno di secondaria per un totale di tredici aule con laboratori e spazi adatti ad esplorare la conoscenza, così si legge ancora oggi sul sito del Comune. Per quale interesse generale si scinde e scorpora la realtà della Scuola Lanfranco che per anni ha rappresentato un modello educativo di alta qualità ed un punto di riferimento formativo per le famiglie? Perché non si possono fare solo nove Istituti Comprensivi, restituendo alle Mattarella il ruolo di scuola primaria, pensata per sgravare il carico delle scuole Rodari?».

Davide Berti

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