Rischio attentati: nel covo di Modena computer, cellulari e mappe di Parigi, Londra e Belgio
Materiale sospetto ritrovato durante uno sfratto. Il marocchino è stato segnalato alla Digos ma non è stato fermato: è stato immediatamente espulso e ora è all'estero
MODENA. In una stanza ci sono cinque computer portatili, sette telefoni cellulari, piantine di Parigi, di Londra e del Belgio. Cosa viene da pensare subito? Che siamo di fronte ad un “arredamento” da covo. Accade che mercoledì la polizia modenese si imbatta in questo covo, in modo del tutto casuale. Gli agenti di un commissariato della nostra provincia infatti stavano svolgendo una normale, seppure a volte un po’ rognosa, operazione di supporto ad uno sfratto esecutivo.
I poliziotti entrano dunque in una abitazione e trovano, all’interno di questa, un uomo, un giovane marocchino. Non è l’inquilino per il quale è scattato lo sfratto esecutivo, ma una persona che vi alloggiava all’interno in subaffitto. Come spesso accade: case date in affitto che ben presto diventano illegalmente degli alveari.
Scattano pertanto i controlli di rito, i poliziotti si accorgono che il giovane cittadino marocchino non è in regola con il permesso di soggiorno, che è nullafacente e che ha un buon curriculum alle spalle. Reati contro il patrimonio perlopiù, furti, rapine improprie e così via.
Ma poi ecco la scoperta inquietante: il suo piccolo spazio è dotato di un inconsueto necessaire. Ci sono i pc e sono cinque, ci sono i telefoni e sono sette, ci sono soprattutto quelle cartine che impossibile non collegare con i fatti di Parigi. Una vita di espedienti, dicevamo, quella del giovane maghrebino. Probabilmente, per quanto numerosi, personal computer e telefoni cellulari posso anche essere rubati. Ma quelle cartine? Il presunto ladro ha forse saccheggiato un’agenzia di viaggi?
Il caso, ovviamente, non si ferma alla sola scoperta. Della vicenda viene interessata la Digos della questura di Modena. La Digos ha sequestrato immediatamente tutto il materiale ritrovato. E, praticamente con la stessa solerzia, ha espulso dal suolo nazionale il giovane marocchino. Preso, “impacchettato” con tutti i documenti necessari all’espulsione, scortato e “spedito” in Marocco.
Chiaro, qui a Modena restano i cellulari e computer che verranno spremuti di ogni file o informazioni utili. Ma cosa c’è dietro a questa vicenda? Un “normale “ladro” che, per quanto irregolare, viene espulso con così tanta solerzia? Non accade spesso. Anche proprio per motivi burocratici. Non è come in una partita di calcio, che si esce di scena subito dopo l’estrazione del cartellino rosso.
Eppure qui, in questo caso, è stato deciso di entrare nei panni di un arbitro e fare in modo che realmente i fatti si svolgessero in questo modo, con l’immediata espulsione. Evidentemente, volere è potere. Restano comunque tanti interrogativi. Tra questi anche che quel giovane marocchino fosse solo casualmente sotto a quel tetto e che non avesse nulla a che fare con quel materiale sospetto. Ma forse, proprio perché era sotto a quel tetto, il giovane avrebbe potuto fornire indicazioni, raccontare, svelare il perchè di quelle cartine di Parigi, Londra e del Belgio e che giro vi fosse in quello che appare a tutti un covo.
Oppure ancora, e viene da augurarselo, le informazioni “segrete” sono già state carpite dalla polizia modenese e ora i nostri investigatori hanno tra le mani un caso che scotta. Si vedrà.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
