«Non è espulsione forzata»
Nessuna espulsione forzata per la bambina ghanese che oggi insieme ad altri 159 bambini stranieri riceverà la cittadinanza simbolica. La precisazione arriva dai servizi sociali del Comune che oggi...
Nessuna espulsione forzata per la bambina ghanese che oggi insieme ad altri 159 bambini stranieri riceverà la cittadinanza simbolica. La precisazione arriva dai servizi sociali del Comune che oggi intervengono per rispondere alla preoccupata lettera di una nostra lettrice che ieri sottolineava con tristezza come una bimba di origini africane sarà cittadina modenese per pochi giorni, visto che a breve dovrà rientrare in quanto la madre ha perso il lavoro. Il Comune chiarisce alcuni aspetti importanti.
« I Servizi sociali del Comune - spiegano nelal lettera - si muovano sulla base di metodologie consolidate e sperimentate che, negli anni, hanno consentito, nonostante i vincoli di risorse e la crisi economica, di contribuire a mantenere in città una realtà in grado di esprimere coesione e attenzione ai diversi problemi. Nei confronti dei cittadini che vivono e risiedono in città non esistono degli automatismi tra perdita del lavoro e della casa e proposta di rientro al paese di origine, in Italia o all'estero. Meno che mai si sono sostenute deportazioni o rientri forzati. Sono, invece, diverse le famiglie, in particolare con minori, su cui sono stati attivati degli interventi di accoglienza in urgenza a fronte di sfratti, individuando collocazioni temporanee in alberghi, affittacamere o altre strutture, intervenendo inoltre con diversi strumenti, anche ripetuti nel tempo.
Nella complessità delle situazioni, alcune famiglie possono esprimere, e hanno espresso, anche richieste di aiuto orientate al rientro per riallacciare rapporti familiari, o allo spostamento in altri paesi, anche europei, per cercare lavoro e per migliorare le proprie condizioni di vita provando a mettersi di nuovo in gioco, in un contesto, diverso da quello modenese, dove in un determinato momento, per particolari circostanze o per la presenza di reti comunitarie o amicali, possono essere presenti maggiori opportunità. Queste riflessioni, che riguardano anche il caso della mamma di G., in questi ultimi anni, hanno interessato tra l'altro anche i giovani modenesi (italiani o stranieri) che si sono approcciati al mondo del lavoro.
I servizi sociali sono sempre stati disponibili a valutare anche questi percorsi, anche se non sempre vi è stata la possibilità, per la complessità delle richieste e per vincoli internazionali, di aiutare concretamente in tal senso le famiglie interessate».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
