Modena ospita 7.8.Novecento: antiquariato alla portata di tutti
Il mercato dell’antico a ModenaFiere: tra pezzi pregiati e curiosità i mercanti tornano a sorridere
MODENA. Tra moderato ottimismo, per la "ripresina" inneggiata da Renzi, e qualche preoccupazione, anche economica, per gli scellerati crimini di Parigi, è il clima che si respira a "7.8.Nocevento", fino alle 19 di oggi, nei padiglioni di ModenaFiere.
Il gran mercato dell'antico non delude le migliaia di visitatori che possono andare in cerca dell'oggetto di 50 euro e del "pezzo" forte di 50mila euro. La rassegna è da visitare anche solo per curiosare, individuare qualcosa di singolare, come la moto che fu di Tazio Nuvolari, due uova (fossili) di dinosauro oviraptor che Alessandro Stefanini di Reggio Emilia ha comprato da un casa d'asta in Inghilterra e che ora vende a 2mila euro.
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Nel suo stand anche disegni di nudi maschili, del 1830, di Matteo Antonio Picasso. «Il ceppo familiare è lo stesso del bisnonno materno del grande Pablo, nato a Sori (Genova) e traferitosi in Spagna a 20 anni», sostiene l'antiquario che ha parole di lode per la manifestazione. «Anni fa alcuni miei clienti sono arrivati qui in elicottero...». Non nega la buona organizzazione della fiera, ma ritiene che "girino meno soldi dello scorso anno" Antonio Zasa di Teak Furniture di Fidenza che presenta una vasta varietà di coralli, di tanka tibetani e persino un uovo, trovato in Madagascar, di struzzo gigante (Aepyornis), estinto nel Settecento. Piatti in ottone, da elemosina, del XVI secolo, mette in bella vista Federico Andrisani di Ponte S. Nicolò (Padova), soddisfatto della mostra perché dura pochi giorni e per l'attenzione del pubblico per gli oggetti da collezione. Esposti piatti anche del '700, che si rifanno a quelli antichi.
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Venivano utilizzati per portare dolci e frittelle nel periodo di carnevale a Venezia. La simbologia è chiaramente cristiana. «Mia madre è preoccupata. Mi ha detto - dice Federico - di presentare anche qualcosa che possa interessare le altre religioni».
Sollecitano lo sguardo, nello stand del modenese William Zanotti, la collezione di macete, del 1930, di un costruttore di strade in Africa. Sono della Nigeria, Costa d'Avorio, ma anche del Guatemala, Brasile e Messico. C'è pure una spada tuareg o. Da considerare come cimeli e non armi offensive. La rassegna di viale Virgilio vuole esaltare le cose che hanno una storia di non violenza, ma di bellezza, gusto e cultura. Di tutto ciò che del passato ha costituito valore, tuna ricchezza di vita, una laboriosa esistenza.
A partire dai mobili che rispecchiano una forte dedizione al lavoro artigianale, facendo emergere anche sicuri valori artistici, per arrivare ai dipinti e sculture. E da Zanotti si trova un tavolino da lavoro, inglese, del 1870, con inserti di dragoni in oro. Da Maurizio Raimondi di S.T.S. di Modena si può ammirare "L'allegoria della vanità", un dipinto di Ignazio Stern (1679-1748), e "La vedova di Ciro davanti ad Alessandro Magno" di Ciro Ferri, del Seicento, una scagliola carpigiana raffigurante S. Antonio in adorazione del bambino, 1632, di Simone Setti e due vasi in marmo breccia, appartenuti alla famiglia Onassis.
Essenze di legni pregiati compongono una ribalta del '700, di palazzo Marini di Ascoli Piceno, presso Antiquae Res di Napoli, dove Marino Cristiano fa vedere la scultura neoclassica "Venere con pavone" in marmo statuario, due guerrieri in bronzo con decorazioni policrome, metà 900. Cristiano è a Modena dalle prime edizioni.
Debutto, invece, per Antonio, Francesco e Giovanni, tre ragazzi di Firenze che nello stand "Il Milione" hanno collocato figure buddiste, in legno laccato, un bronzo (Orus) di Adami, ma pure una roulette dell'800, dagli Stati Uniti d'America. Questi giovani hanno proprio bisogno di fortuna.
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