Io mi fido, a occhi aperti
Convivere a Modena: con la paura del terrorismo senza confini e anche con quella che il nostro vicino di casa abbia con sé cellulari e pc in quantità inusitata, mappe delle metropoli
MODENA. Convivere: con la paura del terrorismo senza confini e anche con quella che il nostro vicino di casa abbia con sé cellulari e pc in quantità inusitata, mappe delle metropoli europee, eppure sappiamo bene che non è un viaggiatore da grand tour... Ci tocca così, è il nostro oggi.
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E il gesto plastico di alcuni giovani islamici bendatisi in piazza a Modena ci mette alla prova: io non vedo chi sei ma mi fido di te, se tu ti fidi di me, abbracciami. La notizia e le foto hanno acceso sul sito e sui social network della Gazzetta un confronto, al solito acceso e dai toni a volte incontrollabili. Tanti non si fidano, tanti sì. E quel gesto, comunque, non basta: quel gesto, quando scaturisce, è l’oggi, poi c’è il domani. Come ci spiega in un post Carla, che vive a Modena. Così: “Io non mi fido delle “brave persone” italianissime, magari immigrate da qualche altra parte d'Italia, che non perdono l'occasione di offendere e insultare questi nostri nuovi concittadini. Abito alla Crocetta, giro per viale Gramsci e lo sento il rancore sibilare sotterraneo.
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Ma ci sono anche belle occasioni di reciproco rispetto. Avete mai visto giocare a bocce insieme accanitamente italiani, magrebini, neri in quella splendida bocciofila a cielo aperto che sta all'inizio, del Parco XXII Aprile? È uno spettacolo. Tutti condividono, le stesse regole di un gioco che mette pari tutti e non guarda la faccia di nessunno. Li c'è convivenza pacifica. Siamo sicuri che fuori da quel tracciato provvisorio di gioco le regole siano uguali per tutti? Intendo le stesse opportunità, di lavoro e di inserimento soprattutto? È facile abbracciarsi. Più difficile andare oltre. La scuola pubblica è un'altra bella opportunità. I bambini tra loro vanno d'accordo. Se non hanno dietro genitori impauriti. Di qualsiasi provenienza. È facile abbracciarsi, più difficile andare oltre”.
Ha ragione Carla: la vita e la nostra sicurezza non si risolvono in una partita di bocce, né in una poesia scritta insieme dai bambini di una scuola; ma mentre teniamo gli occhi aperti intorno a noi, anche sul pianerottolo di casa (per prevenire senza essere prevenuti, con lucidità e non rancore) dobbiamo saperci fidare: della nostra capacità di vedere, volere, creare pace.
@engraz
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