La legge di stabilità cancella la palestra
Montecreto. La rabbia del sindaco: «Con i vincoli introdotti per i Comuni sotto i mille abitanti, qui non si farà più nulla»
MONTECRETO. La nuova legge di stabilità in discussione al Senato rischia di essere una mazzata per i Comuni sotto i mille abitanti, impedendo qualsiasi investimento di prospettiva sul territorio. I piccoli come Riolunato e Montecreto, che finora avevano beneficiato della deroga al patto di stabilità proprio per la consapevolezza delle difficoltà che affrontano, con le nuove disposizioni si vedono costretti di colpo a ottemperare a un obbligo ancora più stringente: la garanzia del pareggio di bilancio. Questo significa che i conti devono essere in perfetto equilibrio sia sulla parte corrente (quella che usa i soldi delle tasse per pagare bollette, spese ordinarie e manutenzione) che in conto capitale, cioè sul fronte degli investimenti. E quindi diventa praticamente impossibile per una piccola realtà sottoscrivere un mutuo di una certa portata, perché la cifra, essendo dilazionata nel tempo, non viene più considerata una voce in entrata e quindi tale da bilanciare la spesa per una grande opera. Questo mette a rischio ad esempio su Montecreto il progetto della nuova palestra che doveva sorgere perimetrando la pista da pattinaggio, un piano varato nelle settimane scorse dalla giunta per 350mila euro, che si riescono a coprire solo con una buona quota di finanziamento. Stesso discorso per il programma straordinario da 400mila euro per la manutenzione delle strade comunali. Di qui l'amarezza e la rabbia del sindaco Leandro Bonucchi: «È assurdo, con questo impianto i Comuni come il nostro non possono fare più investimenti, ci permettono solo di chiudere le buche nelle strade. Non possono chiederci di sottostare di colpo alle stesse regole dei grandi, ci deve essere il tempo di pianificare. Io ho fatto un programma spalmato sui 5 anni e basato su obiettivi conseguenti. Così mi bloccano tutto. Il problema era stato sollevato da Fassino all'assemblea dell'Anci, ma non è stato recepito. Si spendono tante parole sul sostegno alla montagna e poi ci si ritrova con questo». La delusione è ancora più profonda guardando ai Comuni sopra i mille, che vengono premiati col nuovo meccanismo perché per loro è molto più facile garantire il pareggio di bilancio visto che si erano fatti le ossa in questi anni dovendo rispettare il patto di stabilità con vincoli più stringenti. «E nel loro caso - sottolinea Bonucchi - viene favorito paradossalmente chi si è indebitato di più».
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